Il boom del biologico non premia i produttori

BIOFACH 2015
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Biofach, la maggior fiera mondiale dei prodotti
biologici, da anni registra crescite
di mercato e superfici raramente inferiori al
10%. La 26a edizione appena conclusasi a
Norimberga con 2.348 espositori (323 dall’Italia,
seconda delegazione dopo la Germania)
e 44mila visitatori professionali da 136 Paesi
non fa eccezione.

Circa 63 miliardi di € (erano 56,2 miliardi nel
2012, +12%) le vendite di prodotti biologici (si
parla soltanto di quelli registrati in sistemi di
certificazione) 43,1 milioni gli ettari coltivati
(erano 11 milioni nel 1999 e 37,5 milioni nel
2012, +14,7%), l’1% della Sau mondiale, ma il
5,7% nella Ue (e il 19,5% in Austria, il 16,3% in
Svezia, il 16 % in Estonia, l’11,2% in Repubblica
Ceca, l’11% in Lettonia e il 10,3% in Italia). Due
terzi della superficie biologica o in conversione
sono destinati a pascolo (in particolare in
Australia e Argentina), i seminativi coprono 7,7
milioni di ettari (di cui 4,6 in Europa) e le colture
permanenti 3,2 milioni (di cui 1,3 nel vecchio
continente).

Le vendite in Europa (compresi i Paesi non
Ue) hanno raggiunto i 27,2 miliardi, circa l’1%
del mercato alimentare, ma con quote ben
più significative in Danimarca (8%, spesa pro
capite di 163 €), Svizzera (6,9%, 210 €), Austria
(6,5%, 127 €) e Germania (3,7%, 93 €). Nettamente
distanti i consumi pro capite dell’Italia
(31 €), che mantiene però saldo il primato tra
i Paesi esportatori (1.26 miliardi).

Intanto in Germania (secondo mercato globale)
per il bio, alle spalle degli Usa, nonostante la
crescita del mercato, gli agricoltori sembrano
trarre pochi vantaggi: nè il numero delle
aziende, nè le superfici coltivabili tengono il
passo: i tassi di crescita dei terreni e delle aziende
sono esattamente la metà rispetto a
quelli di mercato.

Movimenti commerciali

L’andamento positivo del mercato favorisce
invece la concentrazione. Nella primavera
scorsa Agrintesa, Apo Conerpo e Alegra
hanno acquistato la maggioranza dell’ortofrutticola
veronese Brio; a fine anno l’olandese
Royal Wessanen ha acquisito la rodigina
Abafoods, maggior produttore europeo di
bevande vegetali. All’estero, General Mills
ha acquistato per 820 milioni di $ il produttore
californiano di snack e piatti pronti Annie’s
Homegrown; la holding francese Box66
ha acquistato il distributore Bio-Distrifrais; il
gruppo olandese Vroegop Ruhe & Co ha rilevato
i distributori Hagor (attivo sui mercati
belga e francese) Natudis e Kroon.


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