«Il 2014 anno del Mediterraneo»

INTERVISTA
AS_13_48_Maria_Damanaki

Il 2014 sarà l’anno del
Mediterraneo. Lo hanno
deciso i due paesi che
nel corso dell’anno si alterneranno
alla guida della Ue: la
Grecia e l’Italia». Ad annunciarlo
è Maria Damanaki,
Commissario Ue alla pesca
nei giorni scorsi a Roma. «Il
2014 sarà anno del Mediterraneo
– spiega – anche perché
alla presidenza Ue si alterneranno
due paesi mediterranei.
E nel prossimo mese di marzo
a Salonicco terremo una
conferenza sul sovrasfruttamento.
Altro capitolo che tocca
da vicino il mare nostrum
».

A che punto è l’applicazione
del regolamento Mediterraneo?

Abbiamo fatto grossi progressi
sull’applicazione delle
norme. E l’Italia in particolare
è uno dei paesi più collaborativi.
Certo c’è il contenzioso
sulle reti derivanti, il famoso
capitolo “ferrettare”. Sul loro
uso abbiamo aperto una
procedura di investigazione
ma sono certa che il caso sarà
presto chiuso.

Sul regolamento Mediterraneo
resta la nota dolente
della differente applicazione
fra paesi europei e nordafricani.

Si tratta di un punto critico
sul quale però penso si possano
compiere passi avanti proprio
nel corso della presidenza
italiana. Perché l’Italia è
un grande paese, ha tradizionali
rapporti con i paesi nordafricani
e vanta una rete diplomatica
di spessore.

Ma la sede giusta per promuovere
una uniforme applicazione
delle norme non
è la Cgpm, la Conferenza
generale per la pesca nel
Mediterraneo?

La Cgpm ha un ruolo molto
importante, ha sede in Italia
e ha un presidente italiano
e può dare un importante impulso
politico che credo sia
quello di cui ci sia davvero
bisogno per far compiere dei
progressi a questa problematica.

A che punto è il negoziato
sul Feamp il nuovo fondo
per la pesca che sostituirà il
Fep?

Penso che siamo giunti alla
fase finale del negoziato con
il trilogo che credo possa trovare
uno sbocco già nelle
prossime settimane.

I tempi sono stretti però,
a fine 2013 scadrà il Fep
.

Non sono preoccupata. La
transizione sarà assicurata e
abbiamo già adottato misure
precauzionali. Abbiamo accantonato
le risorse necessarie
per garantire, nei primi tre
mesi dell’anno, la transizione
al regime che emergerà dal
negoziato che sta giungendo
alle battute finali.

A proposito di Fep. L’Italia
rischia ancora un taglio
di risorse?

Abbiamo verificato che sul
Fep la situazione italiana non
è delle migliori. Con ogni probabilità
si perderà una cifra
compresa fra i 14 e i 15 milioni
di euro e solo per quanto
riguarda il fondo della pesca.
In tutti i modi lavoreremo con
il ministro De Girolamo per
capire le cose migliori da fare
almeno per limitare le perdite.

Non pensa che i ritardi
nella spesa possano essere
legati anche alle difficoltà
dei singoli imprenditori di
ottenere credito dalle banche
almeno per coprire la
quota di loro competenza?
La Commissione non ritiene
di intervenire su questo
punto?

Siamo al corrente di queste
difficoltà e abbiamo anche
esaminato la possibilità di innalzare
il livello di cofinanziamento
di parte comunitaria.
Ma mi rendo conto che queste
misure non bastano e che
occorra fare dell’altro per facilitare
l’accesso ai fondi. Penso
soprattutto a ridurre il livello
di burocrazia e il peso amministrativo
per rendere i fondi
davvero più accessibili. Le
regole attuali infatti credo siano
adeguate per gli obiettivi
di controllo della spesa, ma la
crisi sta anche ponendo in primo
piano le difficoltà di gestione
delle risorse. La mia
personale opinione è che la
Banca europea degli investimenti
potrebbe dare un contributo
per affrontare queste difficoltà.

Lei ha parlato di un meeting
sul sovrasfruttamento.
Non ritiene che le condizioni
degli stock stiano migliorando?

È vero, di recente in Sudafrica
c’è stato un incontro
Icatt nel quale è emerso un
miglioramento degli stock di
tonno rosso. Il prossimo anno
nel nostro meeting anche noi
affronteremo lo stato delle risorse
ma non sarà certo quella
la sede per definire un incremento
delle quote di cattura.
E poi ricordo che lo stato degli
stock va valutato nell’arco
di un biennio. Il primo anno
si è evidenziato un miglioramento.
Aspettiamo i prossimi
dati. Ma sono convinta che la
strada imboccata sia quella
giusta.


Pubblica un commento