I vini del Consorzio Collio conquistano la Docg

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L’attestato di qualità rispecchia le scelte che già da anni hanno indirizzato il Consorzio Collio verso produzioni di pregio

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Sono 6,5 milioni le bottiglie di vini del Collio che vengono vendute ogni anno nel mondo e a breve ognuna di queste potrà fregiarsi della massima tutela di qualità prevista in Italia: la Docg. Si tratta comunque di una formalità, dal momento che sui 1.450 ettari di vigneti del Consorzio Collio è già da qualche anno che i vini vengono prodotti con le caratteristiche di una Docg, anche se ovviamente il disciplinare di produzione è ancora in fase d’approvazione; proprio per questo le rese a ettaro sono ad oggi basse. «Il riconoscimento a cui puntiamo ci rende ovviamente molto orgogliosi – afferma Robert Princic, Presidente del Consorzio di Tutela – e credo di parlare a nome di tutto il Collio quando affermo che questo prossimo traguardo sarà una vittoria per tutto il territorio, la possibilità di legare a doppio filo la terra e i vini a cui dà vita».

Ma la denominazione di origine controllata e garantita non è semplicemente un’etichetta da apporre al collo della bottiglia per renderla più visibile: è soprattutto una garanzia della qualità del vino che si declina oltretutto nel legame con il territorio dal quale proviene. D’altronde già rispetto ad un vino Doc uno a Docg è soggetto a maggiori controlli, che ne garantiscono appunto la massima qualità.

L’introduzione del disciplinare Docg diventa quindi un tassello della strategia di crescita dell’immagine del prodotto, contribuendo oltretutto a valorizzare tutto il patrimonio naturale da cui proviene.

Le varietà riconosciute saranno le stesse dell’attuale disciplinare, ma con due novità sostanziali. In primo luogo si intende realizzare un “Collio Gran Selezione”, derivante da un uvaggio totalmente autoctono e destinato a divenire la punta di diamante sotto l’aspetto qualitativo per le future etichette.  Questo sarà prevalentemente a base di Friulano (Tocai) e con una piccola percentuale di Malvasia e/o Ribolla gialla, con un periodo d’invecchiamento di 24 mesi.

La seconda novità sarà rappresentata da un Pinot grigio “Superiore”, che sarà soggetto a una regolamentazione ancora più severa e che prevedrà anche una resa a ettaro minore e un periodo di vinificazione più lungo.

 

Il Consorzio di tutela vini Collio

Fondato nel 1964, il Consorzio rappresenta le 166 aziende socie e si occupa della tutela, valorizzazione e promozione della denominazione. È uno dei consorzi più antichi d’Europa, se si considera che la prima associazione fra viticoltori del Collio fu fondata nel lontano 1872, il terzo in Italia e il primo in Friuli Venezia Giulia. Il Consorzio, un tempo impegnato essenzialmente in Italia, punta oggi, dopo 50 anni, sempre più alla promozione e ai mercati internazionali.