I prezzi agricoli di Ismea per Terra e Vita (27 giugno – 3 luglio)

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In collaborazione con Ismea (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare)

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Tutti i prezzi dei prodotti agricoli rilevati, e commentati, da Ismea sulle principali piazze italiane nell’ultima settimana.

Animali vivi, carni fresche, cereali e derivati, derivati di colture industriali, foraggi e alimenti per il bestiame, latte e derivati, oli e grassi vegetali, semi oleosi, uova fresche e in guscio, vini.

Suini

Nel comparto dei suinetti da allevamento si è evidenziato in questa ultima settimana del mese, dopo un periodo di prezzi stazionari, l’aumento per i magroni dalle taglie 65/80 fino a 100 kg. La rilevazione della CUN per la prossima settimana, per la terza volta consecutiva decisa dal Segretario in mancanza di accordo fra le parti, indica un andamento simile. Nel comparto dei suini da macello l’offerta limitata ed una buona domanda legata al maggior consumo di tagli tipicamente utilizzati nella stagione estiva, ha fatto lievitare il prezzo del suino a 1.687 euro/kg, con un aumento di 4 centesimi, alla Borsa di Modena ad inizio settimana. La rilevazione della CUN per la prossima settimana, decisa dalla sola componente degli allevatori per abbandono della Commissione da parte dei macellatori, indica ancora, seppur più contenuto, un aumento di 2,5 centesimi che porterebbe il prezzo della taglia classica a 1.705 euro/kg. Gli aumenti dei tagli sia registrati alla Borsa di Modena sia emersi dalle indicazioni future della CUN e che hanno interessato anche le cosce, non hanno comunque consentito ai macellatori di portare il segno positivo nei loro bilanci.

Vino

Il mese di giugno è stato contrassegnato da un buon andamento dei listini all’origine dei vini comuni bianchi che, dall’inizio di giugno, hanno guadagnato il 4% portandosi su una media di 3,24 euro l’ettogrado. Sono state principalmente le piazze del centro nord della penisola a registrare gli aumenti. Meno evidenti gli aumenti per le Igt bianche, che comunque evidenziano un +1% rispetto al passato mese di maggio.

Sostanzialmente stabili, nel frattempo, le produzioni a Doc-Docg del medesimo colore, che hanno registrato comunque una certa vivacità degli scambi.

Buona anche la performance del segmento dei rossi, nel quale si evidenzia un +3% dei vini comuni e delle indicazioni geografiche; stabili i prezzi dei prodotti Dop.

Analizzando l’andamento di questo secondo trimestre per i vini comuni emerge un consolidamento delle quotazioni, intorno a una media di 3,30 euro l’ettogrado, contro i 3,29 euro l’ettogrado rilevati nel primo trimestre.

In questa fine di giugno è stato possibile anche tracciare il bilancio delle esportazioni di vino relative al primo trimestre 2017.

Le elaborazioni Ismea su dati Istat descrivono un settore in buona salute. Da gennaio a marzo del 2017, infatti, sono stati esportati quasi cinque milioni di ettolitri di vini e mosti, con una progressione dell’8% sullo stesso periodo dell’anno precedente; era da molto tempo che non si registravano incrementi percentuali così importanti sul fronte volumi. Un aumento pari all’8% anche del valore dell’export di vini, in linea con la crescita dell’agroalimentare italiano nel suo complesso.

La nota dolente per il settore vinicolo è che la crescita in volume è pari a quella in valore. Ciò evidenzia, di fatto, come non aumenti il valore medio delle esportazioni nazionali e questo non aiuta a ridurre il gap con la Francia. Peraltro, il Paese transalpino nel primo trimestre 2017 ha messo a segno un +15% in valore a fronte di una crescita dei quantitativi pari al 6%. Ragionando in termini di valore medio si ha un netto miglioramento anche della Spagna che, nonostante un lieve calo dei volumi esportati (-1%), ha fatto registrare incassi in crescita del 9%.

Comunque, il risultato italiano del primo trimestre va assolutamente letto in positivo perché l’obiettivo del 2017 resta quello della riconquista della leadership delle esportazioni in volume, e il +8% a volume conferma che il settore vino italiano è sulla buona strada. È sul valore medio che bisogna ancora lavorare.

Olio

Il mese di giugno chiude per il settore dell’olio di oliva il secondo trimestre dell’anno con quotazioni in discesa per l’extravergine di oliva.

Dopo un primo trimestre all’insegna degli aumenti, che nel mese di marzo aveva portato le quotazioni a sfiorare i 6,00 euro al chilo, il mese di giugno registra quotazioni medie a 5,84 euro al chilo. In aumento invece l’olio lampante che ha guadagnato circa il 3% negli ultimi tre mesi. Stabili i listini dell’olio vergine su tutta la penisola.

Buono l’andamento trimestrale degli oli raffinati di oliva e sansa che mostrano un aumento medio superiore al 10%.

 

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