Halyomorpha halys cimice che minaccia la frutticoltura piemontese

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Su drupacee e pomacee il danno è causato dalle punture a carico dei frutti

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Halyomorpha halys è la nuova cimice (Heteroptera: Pentatomidae) aliena, originaria dell’Asia orientale, che minaccia la frutticoltura europea. In Piemonte è stata segnalata nell’agosto 2013, in un impianto di nettarine nei dintorni di Cuneo. Nel 2014 le segnalazioni sono aumentate e sono stati osservati i primi danni, spesso ingenti sui frutti di pesco, pero, nashi e nocciolo.

La diffusione sul territorio piemontese è stata monitorata con scuotimento delle piante e impiego di trappole innescate a feromone. Le trappole con attrattivo generico, tuttora in sperimentazione, sono risultate selettive e hanno catturato elevate quantità sia di adulti che di giovani. Numerose cimici sono state ritrovate anche sulle piante adiacenti alla trappola; il che fa supporre che non tutti gli esemplari attratti dall’erogatore entrino nella trappola.

Nel 2014 Halyomorpha halys è stata ritrovata da inizio luglio fino a inizio novembre e ha rappresentato oltre il 90% delle cimici presenti in frutteto.  Nel corso della stagione sono sempre stati rilevati contemporaneamente giovani e adulti di H. halys con una dominanza dei primi in luglio e agosto e dei secondi a partire da settembre. Oltre che negli impianti monitorati, diversi esemplari sono stati raccolti e consegnati al Creso dai tecnici di base. Gli esemplari provenivano da meleti, pescheti, noccioleti e seminativi (soia). Oltre che nelle campagne, in autunno numerosi individui sono stati osservati anche in ambito urbano, soprattutto nelle città di Cuneo e Torino.

 danni osservati

 Su drupacee e pomacee il danno è causato dalle punture di nutrizione a carico dei frutti compiute da tutti gli stadi mobili dell’insetto. Punture precoci possono provocare cascola o malformazione dei frutti, mentre quelle tardive determinano la comparsa di zone decolorate e depresse con presenza di necrosi e polpa spugnosa. In caso di popolazione elevata il danno arrecato alla produzione è notevole, fino al 30% di frutti colpiti.

Riconoscimento e cenni sulla biologia

 L’adulto è di colore grigio-marrone, misura da 12 a 17 mm, con alcuni caratteri cromatici che permettono di distinguerlo da specie simili. Sverna come adulto riparato in ricoveri naturali (corteccia, ecc.) o nelle abitazioni. In primavera gli adulti si portano sulla vegetazione dove si nutrono e, dopo l’accoppiamento, le femmine depongono le uova a gruppi sulla pagina inferiore delle foglie. Dopo 5 età giovanili, raggiunge lo stadio di adulto. In Piemonte e più in generale nell’Italia settentrionale presumiamo che sia in grado di compiere da 1 a 2 generazioni/anno.

 Come ci si può difendere

 Nel 2014 sono state condotte prove sperimentali preliminari per il controllo di H. halys. La ricerca, finanziata dalla Regione Piemonte, è stata svolta in collaborazione da Creso e Disafa dell’Università di Torino. La difesa chimica è risultata di difficile applicazione, infatti fra le molecole impiegate nella difesa integrata dei fruttiferi l’unica ad aver esplicato una discreta tossicità nei confronti della cimice è stata il clorpirifos-metile.

Al momento attuale appare importante l’esecuzione di un corretto monitoraggio del fitofago mediante scuotimento della chioma o impiego di trappole a feromone, in modo da poter intervenire con trattamenti mirati non appena gli adulti svernanti compaiono in frutteto. Viste l’elevata mobilità dell’insetto e la capacità di migrare rapidamente danneggiando le colture, la strategia di difesa che appare più promettente è la disposizione di reti anti-insetto sui lati degli impianti: l’Alt’Carpo, che in Piemonte si è già rivelata efficace nel contenere altri fitofagi come la carpocapsa, la piralide e la diabrotica.