Grandine sul mais, inizia la conta dei danni

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Tempeste di grandine nel fine settimana

In questo periodo l’acqua fa bene al mais, ma se le piogge diventano tempeste di grandine i danni possono essere irreparabili.

È quanto è successo purtroppo durante questo fine settimana, segnato da forti temporali accompagnati da violente grandinate che hanno coperto completamente strade e campi dove si è verificata una vera strage di coltivazioni, dal mais all’erba medica, dalla frutta alla verdura con allagamenti e alberi divelti.

A segnalare la situazione è un primo monitoraggio della Coldiretti dal quale si evidenzia che la grandine, come annunciato dalla Protezione Civile, ha colpito a macchia di leopardo le campagne, dal Veneto all’Emilia, dalla Lombardia al Piemonte. La grandine è la calamità più temuta dagli agricoltori in questa stagione perché – sottolinea la Coldiretti – provoca danni irreparabili alle coltivazioni vanificando il lavoro di un intero anno, con effetti economici ed occupazionali.

A confermarlo è Omar Previtali, agricoltore del Cremonese, una zona particolarmente colpita. «A fine grandinata – ha detto -, guardando i campi, sembrava fossero coperti da una distesa di neve. La grandine è venuta giù fitta e spessa, i danni ci sono. L’erba medica è rasa al suolo. Le piantine di mais sono quasi sradicate; mi auguro che, essendo così piccole, possano riprendersi».