Giansanti: «Ascoltare le imprese per cambiare la Pac»

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Il neoeletto presidente di Confagricoltura alla vigilia del vertice dei ministri dell’Agricoltura a Lussemburgo, dove si discuterà del regolamento “omnibus” di modifica della Pac

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«Bisogna ripensare da subito la politica agricola comune, ma non servono strumenti definiti a tavolino, si ascoltino le imprese per correggere gli errori commessi quattro anni fa. Non può essere vanificata l’occasione dell’approvazione del regolamento europeo ‘omnibus’ per introdurre modifiche sostanziali alla riforma della Pac». Lo ha rimarcato il neoeletto presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti, alla vigilia del vertice dei ministri dell’Agricoltura, che si tiene oggi a Lussemburgo.

«Accogliamo con favore che, al centro delle discussioni, ci sia il tema della semplificazione  e che i ministri dell’Agricoltura si rendano conto che questa Pac è troppo burocratizzata – ha proseguito Giansanti -.  Va rivisto, in quest’ottica, anche il greening che rappresenta un aggravio per gli agricoltori con vincoli ed ingiustificate complessità procedurali che caratterizzano l’attuazione delle misure di sviluppo rurale”. “Ma è l’attuale politica dell’inverdimento che non ci convince – ha osservato –. Occorre agire con logiche di sostenibilità ambientale a largo raggio, comprendendo tutte le best practice attuabili dalle imprese. Servono poi misure efficaci per stabilizzare i redditi agricoli e strumenti anticrisi, su base mutualistica ed assicurativa, effettivamente praticabili, che tengano conto che la volatilità dei prezzi ed i cambiamenti climatici espongono gli agricoltori a sempre nuovi scenari di rischio».

Massimiliano Giansanti guiderà l’organizzazione per i prossimi tre anni e sarà affiancato da una giunta di nove membri composta da Luca Brondelli di Brondello, Nicola Cilento, Giordano Emo Capodilista, Elisabetta Falchi, Sandro Gambuzza, Matteo Lasagna, Diana Theodoli Pallini, Giovanna Parmigiani, Rosario Rago.

In maggio verranno eletti i vicepresidenti.

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