Gestione delle infestanti, strategie a confronto

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Meccanica, chimica o tutte e due? L’efficacia e i costi rilevati in una prova nel Lodigiano

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La gestione della vegetazione infestante è una pratica agronomica indispensabile per il raggiungimento di buoni risultati produttivi nelle colture agrarie. Tale obiettivo è particolarmente importante nel mais, una coltura nella quale le perdite produttive, in assenza di un adeguato controllo della flora infestante, possono diventare significative. I vincoli della sostenibilità La Dir.128/2009 sull’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari si è posta l’obiettivo di scontenere, attraverso i Piani di Azione Nazionali (PAN), gli effetti sull’ambiente e sulla salute umana delle pratiche di difesa. Nel caso della gestione delle piante infestanti, tali obiettivi possono essere raggiunti non solo con la scelta dei più adeguati erbicidi e del loro periodo di applicazione, ma anche mediante la loro integrazione con altri mezzi di lotta. La prova sperimentale In relazione a questi aspetti, il Centro di Saggio di Agricola 2000, Società di servizi e sperimentazione in agricoltura, e il Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari (DISAFA) dell’Università di Torino, hanno condotto nel 2014 una sperimentazione con finalità dimostrative, sull’adozione delle principali strategie di gestione delle malerbe nella coltura del mais, basate sull’impiego di prodotti e tecniche già attualmente disponibili. Questo lavoro ha avuto principalmente l’obiettivo di fornire informazioni di orientamento agli operatori agricoli sulle diverse possibili strategie di diserbo del mais, in accordo con gli indirizzi del PAN. In questo studio sono state poste a confronto cinque diverse strategie gestionali: A.    diserbo di pre-emergenza (PRE); B.    diserbo di pre-emergenza + post emergenza tardivo (PRE+POST); C.    diserbo di post-emergenza (POST); D.    diserbo chimico + lavorazione meccanica (CHI+MEC); E.    sola lavorazione meccanica (MEC). Per ciascuna strategia sono state individuate una o più linee operative. In totale, nella sperimentazione sono state confrontate 24 linee operative (tab. 1). In particolare, sono state utilizzate 9 differenti miscele di prodotti erbicidi nella strategia PRE, 5 nella strategia PRE+POST, e 5 in quella di POST. La strategia CHI+MEC ha previsto l’abbinamento di erbicidi applicati in pre-emergenza (2 erbicidi) o in post-emeregenza (2 erbicidi) con uno o più interventi di sarchiatura. Infine, la strategia MEC ha comportato l’esecuzione di due strigliature e di due sarchiature. La sperimentazione è stata realizzata nella primavera-estate 2014 presso un appezzamento, caratterizzato da un suolo di natura franco-limosa, dell’azienda agricola Cerri, sito nel comune di Turano Lodigiano (Lo), località Melegnanello. Il campo sperimentale, seminato il 14 aprile, è stato allestito secondo un disegno sperimentale a blocchi randomizzati con tre ripetizioni. Ogni parcella, di circa 28 m2 di superficie, era separata per mezzo di stradini di accesso da quella contigua. Le parcelle testimoni, aventi le stesse dimensioni di quelle sottoposte a diserbo, presentavano un’infestazione molto uniforme e piuttosto diversificata, rappresentata dalle seguenti principali specie: Abutilon theophrasti, Amaranthus retroflexus, Chenopodium album, Echinochloa crus-galli, Panicum dichotomiflorum, Poa annua, Portulaca oleracea, Setaria viridis e Solanum nigrum. Gli interventi di diserbo sono stati eseguiti utilizzando una pompa a motore Honda dotata di una barra a 5 ugelli a ventaglio di tipo Tee Jet 11002 (nel diserbo sulla fila 8002) utilizzando un volume di acqua di 300 l/ha. Le operazioni di strigliatura hanno previsto due passaggi con erpice strigliatore a denti flessibili sulle parcelle interessate, mentre le sarchiature sono state realizzate con un ordinario sarchiatore a zappette in dotazione all’azienda. Il posizionamento degli interventi I trattamenti di diserbo sono stati eseguiti il giorno successivo alla semina, nel caso degli interventi eseguiti in pre-emergenza (15 aprile), allo stadio della 2a foglia per gli interventi di post emergenza precoce (7 maggio) e quindi allo stadio di 5a foglia (16 maggio), nel caso del post tardivo. Gli interventi di strigliatura sono stati eseguiti allo stadio di 2a e 5a foglia (7 maggio e 16 maggio), mentre le sarchiature allo stadio di 5a (7 maggio) e 7a foglia (27 maggio). L’efficacia erbicida delle diverse strategie poste a confronto è stata valutata attraverso dei rilievi malerbologici eseguiti in diversi momenti successivi alle applicazioni, utilizzando una scala percentuale da 0 a 100, con valori buoni di efficacia a partire dall’85%. L’azione erbicida, espressa in termini percentuali, è stata valutata a distanza di pochi giorni dal diserbo o dall’intervento meccanico. Si è proceduto altresì al rilievo della densità (piante/m2) e del grado di copertura delle infestanti (%) al momento della chiusura file. Per una più completa definizione del grado di efficacia delle diverse tecniche di lotta poste a confronto, al termine della stagione colturale, sono state anche determinate le produzioni ottenute nelle diverse parcelle. I risultati contro le infestanti L’infestazione presente nelle parcelle non diserbate (testimoni) è risultata molto uniforme tra le diverse ripetizioni presenti all’interno dell’appezzamento sperimentale. La densità media di infestazione osservata all’ultimo rilievo effettuato (prima della chiusura delle file) è stata di circa 98 piante/m2. Diserbo di pre-emergenza (PRE). Nel complesso, le varie miscele di prodotti utilizzate in pre-emergenza hanno presentato un’elevata efficacia nei confronti delle malerbe presenti, sia graminacee, sia dicotiledoni. Questo risultato è anche da mettere in relazione alle condizioni climatiche favorevoli che hanno caratterizzato il periodo immediatamente successivo al trattamento. Le frequenti piogge verificatesi alcuni giorni dopo il diserbo hanno permesso ai diversi principi attivi di esplicare la massima efficacia erbicida. Un aspetto da rilevare ha riguardato la miscela contenente isossaflutolo e tiencarbazone-metile (Adengo, 2 l/ha) che a distanza di circa 72 giorni dal trattamento, ha fatto registrare un parziale controllo di Setaria viridis e Panicum dichothomiflorum (circa 75%). Da segnalare anche alcuni temporanei sintomi di fitotossicità (leggere decolorazioni delle lamine fogliari), riscontrati nelle parcelle trattate con la miscela Dual Gold (1,5 l/ha) + Sulcogan (1,5 l/ha) + Challenge (3 l/ha). La validità dei risultati ottenuti è stata dimostrata anche dall’uniforme risposta dei diversi trattamenti, osservata nelle rispettive ripetizioni. Diserbo pre-emergenza + post-emergenza (PRE+POST). Gli ottimi risultati ottenuti con il diserbo di pre-emergenza avrebbero reso di fatto superflui gli interventi in post-emergenza. Il diserbo di post-emergenza è stato comunque mantenuto ai soli fini sperimentali. Tutte le miscele poste a confronto hanno presentato un’ottima efficacia nei confronti della flora infestante, e la densità di infestazione presente al momento dell’ultimo rilievo floristico è risultata del tutto trascurabile. Diserbo post-emergenza (POST). Gli interventi eseguiti in post-emergenza hanno fatto rilevare una buona efficacia delle diverse miscele di prodotti utilizzati. In particolare, il controllo delle infestanti è stato soddisfacente in tutte le linee operative confrontate nei primi 30 giorni dopo l’applicazione. Successivamente il formulato Lumax (3,5 l/ha) ha presentato un’incompleta attività erbicida con un’azione più limitata soprattutto nei confronti delle infestanti graminacee (Setaria viridis e Panicum dichotomiflorum). L’esito non ottimale di questo intervento di diserbo è verosimilmente da attribuire alle specifiche condizioni ambientali che si sono verificate al momento del trattamento e nei giorni successivi. La scarsa umidità del terreno ha infatti diminuito l’efficacia della miscela erbicida, in particolare di quei componenti caratterizzati da una minore azione fogliare, come ad esempio S-metolaclor. Va osservato, a conferma della parziale efficacia di S-metolaclor, che le specie risultate meno sensibili al trattamento erano rappresentate da Setaria spp. e Panicum dichotomiflorum tra le graminacee, e da Stellaria media tra le dicotiledoni, con un controllo di entrambe le graminacee nel complesso non superiore al 40%. È da segnalare inoltre che in questo programma S-metolaclor è stato usato ad una dose ridotta (Lumax impiegato a 3,5 l/ha) rispetto a quella usata in pre-emergenza (Lumax impiegato a 4,5 l/ha). Diserbo chimico + Lavorazioni meccaniche (CHI+MEC). I risultati ottenuti con questa strategia gestionale sono stati nel complesso molto soddisfacenti. Il diserbo in pre-emergenza sulla fila (Lumax 4.5 l/ha) abbinato ad un intervento meccanico interfila (due sarchiature) ha presentato un controllo ottimale delle infestanti presenti, garantendo nel contempo una riduzione di circa il 70% del quantitativo di erbicidi impiegati rispetto al diserbo di pieno campo. Risultati soddisfacenti sono stati ottenuti anche con l’intervento eseguito in pre-emergenza (Lumax 4,5 l/ha) seguito da una sarchiatura, così come con i trattamenti eseguiti in post-emergenza precoce (Adengo e Lumax). L’integrazione del mezzo meccanico con quello chimico è stata inoltre risolutiva nel caso dell’intervento effettuato in post-emergenza con Lumax (3,5 l/ha). La parziale inefficacia della miscela nei confronti di Setaria viridis e Panicum dichotomiflorum riscontrato nell’intervento a pieno campo è stata infatti in buona parte limitata dall’intervento meccanico. Il controllo di queste due infestanti è risultato pari all’80%, mentre è stato di circa il 100% quello di tutte le altre malerbe. Diserbo meccanico (MEC). Questa strategia ha previsto il ricorso a soli interventi meccanici, rappresentati da due strigliature a pieno campo e due sarchiature interfila. Nelle specifiche condizioni colturali ed ambientali nelle quali si è svolta la prova, questa strategia ha fornito risultati totalmente insoddisfacenti. La scarsa efficacia osservata soprattutto sulle malerbe sviluppate sulla fila (in particolare A. theophrasti e S. viridis), è da imputarsi in gran parte alla ridotta azione degli interventi di strigliatura a seguito della compattezza e della crostosità del suolo al momento del trattamento. Le sarchiature hanno consentito di migliorare sensibilmente l’efficacia verso le malerbe presenti nell’interfila. Nel complesso questo programma di gestione ha presentato un’efficacia compresa tra circa il 40 e l’80% nei confronti sia delle graminacee, che delle dicotiledoni. Risultati produttivi Nel complesso, le produzioni areiche ottenute nelle diverse linee operative confrontate sono risultate molto elevate, attestandosi in media su oltre 18 t/ha di granella (al 15,5% di umidità). Tali rese appaiono sensibilmente superiori ai valori mediamente ottenuti nella località della prova, e sono verosimilmente da attribuire alle specifiche condizioni sperimentali. La presenza di stradini di separazione tra le parcelle, ad esempio, può aver consentito alle piante di mais delle file più esterne di beneficiare di un maggiore irraggiamento. Le produzioni ottenute nelle diverse strategie gestionali poste a confronto hanno presentato valori non significativamente diversi tra di loro, con la sola eccezione di quelli ottenuti con la gestione totalmente meccanica; per quest’ultima la produzione (3,4 t/ha) è risultata di oltre l’80% inferiore alla media di quella delle altre strategie gestionali. Merita infine ricordare che a seguito dell’elevata infestazione presente, nei testimoni, non sottoposti ad interventi di lotta, la produzione è stata pressoché nulla (0,5 t/ha). L’efficacia e i costi I risultati di questa prova permettono di formulare alcune considerazioni sull’efficacia erbicida dei principali programmi di gestione delle malerbe nel mais (fig.1). In generale, le varie miscele di prodotti utilizzate in pre-emergenza hanno fatto registrare un’elevata efficacia nei confronti delle infestanti presenti, sia graminacee, sia dicotiledoni, con l’eccezione di Adengo che ha manifestato un’efficacia sensibilmente inferiore, soprattutto nei confronti di alcune graminacee presenti, senza tuttavia determinare una significativa riduzione della produzione. Nel caso della strategia pre+ post-emergenza il controllo è stato nel complesso eccellente, favorito anche dagli ottimi risultati ottenuti con gli interventi di pre-emergenza. Le linee operative utilizzate nella strategia di post-emergenza hanno mostrato nel complesso una buona efficacia erbicida; va solo segnalata in questo caso un’incompleta azione del formulato Lumax nei confronti delle graminacee presenti, che non ha però avuto alcuna ripercussione negativa sul risultato produttivo. L’integrazione del diserbo chimico con la sarchiatura interfila ha fatto registrare ottimi livelli di efficacia, sia nei programmi gestionali di pre-emergenza, sia in quelli di post-emergenza. In particolare è da segnalare la tecnica dell’integrazione del diserbo chimico localizzato sulla fila con le sarchiature interfilari. Oltre a garantire ottimi livelli di efficacia, ha determinato una significativa riduzione dell’impiego di prodotti erbicidi, in linea con le direttive del PAN sulla riduzione dell’input chimico nel controllo della flora infestante. Decisamente insoddisfacenti sono invece i risultati di efficacia e produttivi ottenuti con la strategia basata sui soli interventi meccanici. Nelle condizioni di questa prova, gli effetti della sarchiatura nell’interfila non sono stati sufficienti a limitare i danni competitivi, determinati dall’elevata presenza di malerbe lungo la fila, dovuta ad una limitata efficacia della strigliatura. Una valutazione è stata condotta anche sui costi sostenuti per ciascuna strategia gestionale, facendo riferimento al prezzo medio di mercato di ogni erbicida o di miscela impiegata, e al costo degli interventi di strigliatura e sarchiatura. Si è potuto osservare che i costi medi di gestione delle malerbe del mais per le diverse strategie operative risultano compresi tra 95 €/ha e 198 €/ha (figura 2). I costi inferiori (compresi tra 95 €/ha e 96 €/ha) sono stati osservati nel diserbo di pre-emergenza e in quello di post-emergenza precoce. Le strategie di diserbo di pre + post-emergenza e quelle di diserbo chimico integrate da sarchiatura interfila hanno fatto registrare un costo intermedio, pari rispettivamente a 116 €/ha e 129 €/ha. Il costo più elevato (198 €/ha) è stato infine rilevato con la gestione esclusivamente meccanica. TV08_2015_Gestione delle infestanti 1 Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari (DISAFA) – Università di Torino 2 AGRICOLA 2000 s.c.p.a, Tribiano (Mi), Italy