Furti di gasolio, emergenza da Nord a Sud

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Ruberie ormai “industrializzate” grazie alle migliori tecnologie”

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Il furto di gasolio è solo una delle emergenze delle nostre aree rurali, ormai trasformate in una sorta di terra di nessuno in cui il danneggiato si sente tre volte vittima. Una prima volta, perché esposto a furti, ricatti e minacce; una seconda perché nessuno lo difende, ma nemmeno può difendersi da solo; una terza perché, nel raro caso in cui il colpevole venga preso e processato, dopo due giorni è pronto a ricominciare. Qualcuno ha provato a lasciare fuori un bidone di gasolio sapientemente zuccherato per fare un brutto scherzo al ladro; ma, come questo è ignoto e inafferrabile, il derubato è noto e facile oggetto di rappresaglia: basta una bottiglia di benzina (1 €) e si manda in fumo il lavoro di una vita. Nel frattempo, ogni notte la storia si ripete, come un incubo ricorrente, da Nord a Sud, nelle campagne più remote e nelle zone suburbane, nella più totale indifferenza da parte della politica. Non siamo più alla fase eroica, del poveretto che rubava 20 litri di gasolio per non morire di freddo: oggi il furto si è industrializzato e si serve delle migliori tecnologie. In alcuni casi pare sia stato usato un serbatoio a depressione, posto a distanza di sicurezza, che ha aspirato 5.000 litri per volta. Le norme sulla prevenzione incendi, con le loro patetiche distanze di sicurezza, appaiono superate: chi si azzarderà a tenere il serbatoio nel cortile, piuttosto che chiuderlo nel capannone? Chi sogna ronde di notte e improbabili giustizieri stia pure a casa sua: la soluzione c’è e funziona benissimo anche di giorno. Basta controllare, a campione, 100 autoveicoli diesel al giorno per ogni provincia, e applicare le sanzioni previste per chi usa gasolio agricolo: sequestro e confisca del veicolo. Nessuna sanzione da recapitare a casa, nessun problema per Equitalia, nessun rischio di destinatari non rintracciabili, basta un carro attrezzi e la faccenda è chiusa. Scommettiamo che nel giro di qualche mese inizieranno a rubare qualcos’altro?

Poche denunce e il paradosso delle accise da restituire di Giuseppe Francesco Sportelli

«Al Sud i furti nelle campagne rappresentano un’amara abitudine. E dopo macchine e attrezzature agricole, ora è la volta del gasolio. Solo che in questo il paradosso è che non si conosce la reale portata del fenomeno, poiché chi subisce il furto spesso preferisce non sporgere denuncia». Matteo Tamburrelli, agricoltore e contoterzista di Torremaggiore (Fg), spiega così il “paradosso”. «Chi ha la sfortuna di perdere gasolio per furto si trova in una situazione delicata o, meglio, assurda: se denuncia il furto è costretto a restituire allo Stato l’accisa, cioè la differenza tra prezzo del gasolio industriale e quello del gasolio agricolo agevolato per “incauta custodia”, cioè per averlo custodito senza gli opportuni accorgimenti atti a prevenire e scongiurare il furto. Si tratta di circa 0,60 €/l, mica poco: su 2.000 litri ben 1.200 euro, su 5.000 litri 3.000 euro». Non paga l’accisa, aggiunge Tamburrelli, solo chi riesce a dimostrare che «ha conservato il gasolio in una cisterna custodita a norma, cioè provvista di recinto, videosorvegliata e magari anche guardata a vista. Ma campagna la realtà è diversa: l’agricoltore non ha il denaro per allestire un’adeguata difesa preventiva del gasolio dai furti, perciò lo deposita in una cisterna posizionata presso l’abitazione, pensando di tenerla più sotto controllo. Sicché, quando glielo rubano, preferisce non solo non sporgere denuncia ma addirittura non parlarne proprio. A volte sento voci di furti di gasolio, si fanno anche nomi, ma tutto rimane vago ed è come se non accadesse nulla. Io ho deciso di sistemare una telecamera di sorveglianza sopra la mia cisterna, proprio per evitare di incappare in un furto e trovarmi poi nella malaugurata condizione o di pagare l’accisa o di dover omettere la denuncia per non pagarla».