Fragola, stop alla botrite

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Con le temperature primaverili e soprattutto con l’aumento delle ore di luce, le fragole coltivate sotto tunnel entrano in piena produzione, con il completamento della fruttificazione e l’avvio dei nuovi cicli produttivi. Poiché la fioritura della fragola è scalare, la gestione fitosanitaria dovrà necessariamente tener conto della contemporanea presenza di fiori e frutti in diversi stadi di maturazione. Quindi all’esigenza di proteggere i frutti che in fase di maturazione diventano più suscettibili a diverse malattie, si aggiunge la necessità di rispettare i tempi di carenza per eventuali a trattamenti chimici. Attualmente, comunque, sono disponibili prodotti fitosanitari con un ottimo profilo tossicologico e tempi di carenza brevi per combattere sia i fitofagi sia le maggiori avversità parassitarie. Troppa umidità Febbraio è stato freddo ma non particolarmente rigido mentre in molte aree meridionali, soprattutto tirreniche, è stato caratterizzato da elevata piovosità che non ha consentito un ottimale arieggiamento dei tunnel di fragola. Le condizioni di elevata umidità dell’aria possono favorire lo sviluppo delle crittogame e principalmente della botrite (Botrytis cinerea) sui fiori e sui frutti in maturazione, richiedendo interventi con prodotti specifici che hanno un breve periodo di carenza. La suscettibilità dei frutti alla botrite aumenta in piena maturazione, per la maggiore concentrazione di zuccheri e perché il turgore cellulare facilita la creazione di microlesioni da cui il fungo può penetrare. B. cinerea si avvantaggia di condizioni di elevata umidità, che possono verificarsi per il maltempo ma anche per l’eccessiva formazione di condensa nei tunnel. I trattamenti Pertanto, in coltura protetta, la botrite sarà controllata evitando la bagnatura diretta della vegetazione e mediante una buona ventilazione dei tunnel, che andranno aperti sin dalle prime ore del mattino (condizioni climatiche permettendo). Eventuali focolai di muffa grigia potranno ancora essere controllati ricorrendo a prodotti con bassi tempi di sicurezza come iprodione (2 giorni), Bacillus subtilis, Bacillus amyloliquefaciens, fenexamide, pirimetanil (3 giorni). In alternativa, prodotti a base di boscalid+pyraclostrobin (tempo di sicurezza 3 giorni) sono attivi anche su oidio e antracnosi (Colletotrichum spp.) mentre ciprodinil + fludioxonil (7 giorni di carenza) esplica un’azione collaterale sui due patogeni citati. La presenza di ceppi di B. cinerea resistenti a vari fungicidi impone la rotazione di prodotti con meccanismi di azione diversi e raccomandabile l’uso degli antagonisti microbici (Bacillus) per evitare di selezionare popolazioni meno sensibili ad alcune delle sostanze attive disponibili.