Medica, meno seme disponibile

OSSERVATORIO
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Nel 2014 ci saranno più ettari destinati a erba medica. Nonostante un 2013 davvero complesso sul fronte delle rese, in campagna la ‘voglia di foraggera’ è ben presente.

«I motivi – sottolinea Luigi Ferri, presidente della sezione colture foraggere di Assosementi – sono almeno due: l’attuale prezzo sostenuto del foraggio, che si situa nell’interessante forbice 20-24 euro/q, e l’impatto della nuova Pac e del greening che pare possa rivelarsi interessante per l’erba medica».

A ciò si può aggiungere il fatto che le alternative fra le colture primaverili non stanno attraversando un gran momento.

«Difficile quantificare ora l’aumento – continua Ferri –, poiché anche il clima farà la sua parte, ma la sensazione di crescita è evidente».

Ci sarà dunque mancanza di seme? Ferri è cauto: «Dopo un 2012 straordinario sul fronte della produzione da seme di medica, abbiamo avuto un 2013 molto complicato, con un calo delle rese in diverse zone arrivato al 40%. Ciò ha portato a una minore disponibilità di seme per la campagna 2014. Ma oggettivamente non ritengo ci siano problemi di approvvigionamento per coprire il fabbisogno nazionale».

Sensazione confermata sia da un importante disidratatore, Leonardo Forte di Rovigo («Mi pare che la campagna proceda senza problemi di carenza»), sia soprattutto da chi sta programmando gli interventi primaverili di semina, come Daniele Barbieri, contoterzista di Budrio nel Bolognese, specializzato in foraggere: «Le minori quantità raccolte nel 2013 hanno inciso sul prezzo del seme, compreso a seconda della categoria fra 350 e 550 euro/q. Andranno giù più ettari, perché sono tornati a fare medica agricoltori che l’avevano dimenticata da anni. Comunque problemi di mancanza di seme non ce ne sono, in particolare per chi si programma e pianifica gli interventi. Certo chi arriva tardi e fa le cose all’ultimo momento potrebbe avere qualche problema, ma nel complesso le cose procedono regolarmente».

A tirare le fila e a dare qualche numero è Marco Nardi, direttore di Assosementi: «Certamente il raccolto 2013 non è stato molto abbondante. Tuttavia la produzione italiana si bilancia tra consumo interno ed esportazioni, queste ultime spesso importanti. Ad esempio, nel 2012 si sono esportati 81mila q, nel 2013 a novembre eravamo a 76mila q, a fronte di una produzione interna quantificabile come seme certificato ufficialmente sugli 80-90mila q, più un’altra quota importante di almeno 40-50mila q non certificata ufficialmente».

«Lo scorso anno – conclude Nardi – le aziende sono rimaste scottate: si attendevano buone vendite primaverili, avevano preparato molto seme per l’interno, ma la domanda, anche per l’andamento stagionale, non c’è stata. Quest’anno le aziende stanno più ‘coperte’ e vogliono davvero vedere la domanda: ma non credo che la mancanza di seme di erba medica sia un problema concreto».


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