Flavescenza Dorata, un nuovo approccio

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Termoterapia, controllo del vettore, diversi livelli di suscettibilità: le ricerche in corso

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A distanza di circa vent’anni dalla sua prima comparsa, la Flavescenza Dorata è ancora da sconfiggere. Insieme alle malattie del legno la fitoplasmosi rappresenta così una delle principali minacce, anche economiche, per la viticoltura italiana ed europea. È per questo che, dopo l’avvio da parte dell’Istituto francese di viticoltura ed enologia, ha preso corpo a livello europeo il progetto Winetwork (http://it.winetwork.eu/), finanziato dal programma europeo di ricerca Horizon 2020, con lo scopo di trasferire conoscenze innovative e mettere a sistema le esperienze, definendo le pratiche più idonee nella lotta a tali patologie.

 

Agenti infiltrati in dieci regioni “calde”

Nel programma sono coinvolte dieci macroregioni di sette Stati detentori della quasi totalità del patrimonio viticolo europeo: Douro per il Portogallo; Galizia e Rioja per la Spagna; la regione Sud Ovest e l’Alsazia per la Francia; Renania Palatinato per la Germania; Istria per la Croazia; Eger per l’Ungheria; Piemonte, Veneto/Friuli Venezia Giulia (insieme) per l’Italia. Per ogni regione è stato individuato un agente facilitatore, ovvero l’esperto che collega il mondo della ricerca a quello produttivo: a lui il compito di raccogliere informazioni, buone pratiche, segnalazioni per condividerle dell’ottica di divulgazione delle conoscenze. Quale conduttore del gruppo tecnico di lavoro della regione, il facilitatore delinea la macrovisione della situazione grazie al coinvolgimento di tecnici e viticoltori. Insieme al gruppo di lavoro scientifico europeo opera inoltre per la definizione della strategia di comunicazione e divulgazione delle conoscenze. Per l’Italia i facilitatori sono Maurizio Gily (Piemonte) e Cristina Micheloni (Veneto e Friuli Venezia Giulia) per il Sive, la Società Italiana di Viticoltura ed Enologia, partner di Winetwork.

 

Il fronte piemontese

Tenere alto il livello di attenzione sulla Flavescenza Dorata si è dimostrato un fondamentale punto di partenza. Laddove è stata abbassata la guardia, la malattia si è manifestata nuovamente con prepotenza e con effetti devastanti. Nel Nord Ovest il Settore Fitosanitario della Regione Piemonte negli anni ha messo a sistema dati, prassi e progetti, ha intensificato la vigilanza sul territorio, attivando anche le risorse tecniche e scientifiche per operare il più possibile in modo coordinato, tenuto conto anche dei diversi progetti di lotta alla FD finanziati da varie istituzioni che hanno rischiato di sovrapporsi e disperdere risorse.

 

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