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Fischer Boel: Senza le varietà OGM a rischio l'approvvigionamento di mangimi
Il commissario europeo all’Agricoltura, Mariann Fischer Boel, lancia l’allarme sull’approvvigionamento di proteine vegetali per la zootecnia a causa della contaminazione con varietà Ogm non ancora autorizzate e, dunque, inutilizzabili. Già in estate sono state sequestrate 200mila tonnellate di soia Ogm nei porti tedeschi, spagnoli e danesi con tracce di mais Mon 88017 ancora in fase istruttoria e, dunque, senza il permesso di circolare. Di questo passo, secondo il commissario Ue, il problema potrebbe assumere proporzioni insostenibili per la zootecnia europea deficitaria del 75% di proteine vegetali.
L’epicentro della crisi è in Argentina, tradizionale serbatoio di soia Ogm per l’Europa e l’Italia, dove la siccità ha falcidiato i raccolti di circa un terzo. Tanto che Buonos Aires sta vendendo non solo gli esigui raccolti destinati all’export ma anche le partite di soia destinate all’uso interno e quelle da stoccare. Presto la materia prima potrebbe finire anche perché cresce il pressing della Cina che nell’ultima stagione ha importato 40 milioni di tonnellate di soia (contro le 34 dell’Europa e le 4 dell’Italia, deficitaria al 95%), rispetto ai 37,8 milioni del 2008 e 28,7 milioni del 2007. Secondo gli esperti, dunque, bisognerà bussare alle porte di Stati Uniti e Canada. «Ma nel Nord America – spiega Lea Pallaroni, segretario generale di Assalzoo, l’associazione che riunisce gli industriali dei mangimi – si coltivano anche varietà non ancora autorizzate da Bruxelles. Episodi di contaminazione sono già accaduti con il risultato che dai porti americani non arriva più nulla tanto che qualche mangimificio comincia ad avere problemi per le forniture di ottobre e novembre».
Per scongiurare la dieta forzata agli allevamenti l’industria chiede di introdurre una soglia di tolleranza, la stessa già prevista in un periodo transitorio (scaduto a novembre 2007) che autorizzava una contaminazione dello 0,5% per le varietà non ancora approvate ma con un parere scientifico positivo. «Le soglie di tolleranza – sottolinea ancora Pallaroni – possono essere una soluzione a breve termine in attesa che l’Europa risolva una volta per tutte il problema delle autorizzazioni ”asincrone” (veloci in America, lente in Europa), che hanno riflessi sulle relazioni internazionali e danneggiano la competitività delle imprese europee».
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