Finisce l’era delle quote ma è corsa all’acquisto

EMERGENZA LATTE
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Prezzo del latte alla produzione giù, costo
delle quote in affitto su. È il paradosso che
vive in questi mesi il settore lattiero-caseario
italiano alle prese con un atterraggio verso
il post quote latte tutt’altro che morbido. Da
una parte le produzioni che da inizio annata
2014-2015 galoppano a ritmi vertiginosi,
dall’altra l’esigenza quasi spasmodica da parte
dei produttori in esubero di accaparrarsi
quote latte in affitto, per poterle utilizzare in
questa annata onde evitare di pagare le multe.
In mezzo, prezzi alla produzione che, per il
latte destinato all’industria, viaggiano attorno
ai 36-38 cent/l nelle migliori condizioni. Un
quadro economico che rischia di soffocare
le aziende da latte ancor prima che il regime
delle quote cessi.

Acceleratore sulle rese

Sul fronte delle produzioni, la voglia di disfarsi
delle quote e un andamento climatico particolarmente
favorevole hanno spinto i produttori
di latte dell’Italia settentrionale a spingere
sull’acceleratore delle rese. Non sono
infrequenti casi di allevatori della Pianura Padana
che, a tre mesi dalla fine dell’annata, il 31
marzo 2015, sono sopra del 25-30% rispetto
alla loro quota individuale di produzione.

Il risultato? Secondo i dati Agea reperibili sul
sito www.sian.it, aggiornati a novembre 2014,
l’ultimo disponibile ufficialmente, la produzione
nazionale rettificata col grasso di riferimento
per la campagna 2014-2015 sta superando,
grazie al contributo in particolare delle
aziende lombarde, piemontesi e venete, del
3,36% la produzione registrata allo stesso
mese dell’anno precedente. È quasi certo lo
splafonamento a livello nazionale. Sappiamo
che, in caso di esubero produttivo, chi supera
del 6% la propria quota individuale di riferimento
pagherà tutto l’esubero. Ecco, quindi,
la corsa a prendere in affitto quote latte per
cercare almeno di contenere entro limiti più
sicuri la produzione a fine annata. Il risultato?

Oggi affittare quote latte non costa meno di
10 €/q + Iva (22%). Il tutto sommato alle spese
di registrazione e stipulazione del contratto
(circa 350 €), può portare a un costo finale di
13 €/q di quota o più. Un salasso, considerato
il fatto che quel latte, per cui i produttori necessitano
di coprire la produzione con quote
in affitto, costa già, nelle migliori delle ipotesi,
43 €/q, per arrivare a 50 € nelle stalle ubicate
nel comprensorio del Parmigiano Reggiano.

La multa che verrà

Che senso ha produrre a tali costi fuori quota,
percepire prezzi da fame e prendere in affitto
quote a 13 €/q, aggravando sensibilmente
il bilancio aziendale? Domanda che in molti
produttori si stanno ponendo. Ma, a questo
punto rischiare lo splafonamento potrebbe
significare dover pagare alle casse di Agea
qualcosa come quasi 28 € di super prelievo
per ogni quintale di latte prodotto in più. A
tanto infatti ammonta il costo della multa per
gli esuberi produttivi. Ragionamento che però
non soddisfa qualcuno, tanto che diversi
produttori oggi in esubero preferiscono rischiare
di pagare la multa, dovendola versare,
se va bene, non prima di settembre-ottobre,
piuttosto che sborsare subito 13 €/q con
pagamento immediato alla firma del contratto.
Come dargli torto, visto l’inadeguatezza e
i ritardi del sistema Agea nel recupero delle
somme imputate a debito da anni ai cosiddetti
produttori splafonatori?

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