Export salumi, l’Italia conquista il primato mondiale

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Superata la Germania, ora si mira all’espansione verso il mercato statunitense, canadese e giapponese

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È italiana la leadership mondiale per le esportazioni di preparazioni a conserve suine. A cederci il posto è stata la Germania, che ha oltretutto quasi paradossalmente aumentato gli acquisti dal nostro paese, facendo rilevare un incremento del 4% in valore nel 2016. Ne hanno a loro volta pagato le spese gli Spagnoli, che sono invece calati del 3%. Sempre parlando di richiesta di salumi italiani all’estero si nota come anche in Francia i salumi italiani siano riusciti a trovare ampio favore, vedendo aumentare gli acquisti del 7%, mentre proprio i produttori tedeschi li vedevano calare della stessa percentuale.

Un altro mercato fondamentale per lo sbocco dei nostri salumi è il Regno Unito, infatti questo assieme a Francia e Germania rappresenta quasi la metà del valore generato dalle vendite oltre confine nazionale.

«I salumi italiani – ha dichiarato Raffaele Borriello, Direttore Generale dell’Ismea – vincono il confronto competitivo, pur posizionandosi su una fascia alta di prezzo. Vi sono poi notevoli prospettive di espansione anche in considerazione dell’apertura di due mercati rilevanti, come USA e Canada, a seguito del superamento di importanti barriere sanitarie. È poi interessante anche il caso del Giappone che nel 2016 ha complessivamente ridotto dell’8% gli acquisti dall’estero di salumi, mentre i flussi dall’Italia sono risultati in aumento del 7%».

Negli ultimi cinque anni le esportazioni italiane di preparazioni e conserve suine sono cresciute in valore del 27%, fino a raggiungere un valore di quasi 1,38 miliardi di euro nel 2016. Delle nostre esportazioni oltre la metà è costituita dai prosciutti stagionati, poco meno di un terzo da salami e insaccati e infine i prosciutti cotti con una quota pari al 10% del valore.