Elettricità “bio”, raddoppio in 5 anni

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Dati presentati a BioEnergy Italy Cremona

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Malgrado gli ostacoli e la progressiva erosione di ogni tipo di incentivo, la produzione di elettricità da impianti bioenergetici è quasi raddoppiata negli ultimi 5 anni in Italia. Ha raggiunto infatti 18.732 GWh nel 2014 (+98,4% sul 2010). Sono questi i dati principali emersi a CremonaFiere alla sesta edizione di BioEnergy Italy.

La regione più virtuosa è l’Emilia-Romagna; nel suo mix di produzione energetica quasi la metà (44,8%) proviene da impianti che utilizzano bioenergie (contro la media nazionale del 15,5%); seguono Campania, Veneto e Calabria (tab.). In Italia la crescita della produzione di elettricità da bioenergie è stata trascinata soprattutto dall’incremento del biogas che ha raggiunto i 3.538 GWh, seguito da quella da bioliquidi (3.084 GWh) e da biomasse (3.287 GWh).

«Nel nostro Paese, attualmente, oltre il 40% dell’energia elettrica prodotta arriva dallo sfruttamento delle fonti rinnovabili – ha commentato Giacobbe Braccio, Responsabile della Divisione bioenergia, bioraffineria e Chimica verde dell’Enea – una percentuale importante all’interno della quale il 15% è coperto dalle bioenergie. La potenza totale installata da queste ultime è di circa 4.000 MWe con una produzione di circa 19 TWh (totale in Italia circa 280 TWh), caratterizzata da un’elevata % prodotta da impianti di potenza medio/grande che spesso utilizzano biomassa importata. Pertanto, per agevolare l’utilizzo di biomasse locali, l’orientamento normativo recente è quello di favorire la realizzazione di piccoli impianti in assetto co-trigenerativo, opportunità di sviluppo economico e creazione di nuovi posti di lavoro».

 

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