Effetto pioggia sulle semine autunnali

STIME AGRIT
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La superficie investita a cereali autunno-vernini (frumento duro, frumento tenero, orzo, avena e altri cereali) nel 2013 è diminuita del 10% rispetto al 2012, attestandosi su 2,1 milioni di ettari.

Il dato emerge dal bollettino Agrit di giugno 2013 che riscontra inoltre diminuzioni del 17% di superficie per il frumento duro e del 3% per il frumento tenero, mentre si è avuto un incremento del 3% di superficie per l’orzo e del 2%, per l’avena e del 4% per i cereali minori.

La riduzione della superficie complessiva investita a cereali autunno-vernini, è dovuta prevalentemente all’andamento climatico nel periodo autunnale, caratterizzato da una notevole piovosità che ha determinato ritardi e mancate semine.

Il programma statistico Agrit, messo a punto dal Mipaaf stima superfici e produzioni di alcune tra le principali colture agrarie italiane grazie a indagini campionarie effettuate con 120 tecnici di campo. Le rilevazioni di basano su un campione della maglia predefinita composta da circa 1.200.000 punti georeferenziati. La metodologia Agrit combina i dati della rilevazione diretta in campo con quelli delle immagini telederivate (foto aeree e satellitari).

La riduzione della superficie investita ha avuto come conseguenza che anche la produzione di frumento tenero, duro e orzo, nel complesso, è diminuita del 10% rispetto al 2012, scendendo da 85 a 76 milioni di q. Le riduzioni maggiori sono a carico del frumento duro dell’11% e del tenero del 12%; mentre quella l’orzo è aumentato del 2%.

Frumento duro

A livello regionale, rispetto ai dati Agrit 2012, la situazione per il grano duro presenta dati allarmanti con riduzioni delle superfici investite tra il 2013 e il 2012 che sfiorano il 50% per cui si deve ritenere che oltre all’elemento climatico hanno giocato a sfavore anche valutazioni imprenditoriali di natura tecnica ed economica. In dettaglio la contrazione della superficie a frumento duro, si registra in particolare nelle zone di tradizionale coltivazione, dove nel 2012 si era registrato un notevole incremento. In particolare, una riduzione del 41% in Toscana e del 49% nel Lazio e addirittura del 61% in Umbria. Nelle regioni meridionali la superficie cala del 10% in Puglia, del 12% in Basilicata e del 21% in Sicilia mentre appare in controtendenza la coltura in Emilia-Romagna con un sensibile incremento della superficie coltivata (+75%), che segue però la significativa contrazione del 2012.

Per quanto riguarda la produzione del grano duro, a fronte di una produzione nazionale di oltre 37,1 milioni di q, la Puglia si conferma come regione leader con oltre 10,6 milioni di q (circa il 28% della nazionale), seguita dalla Sicilia con quasi 6,3 milioni di q (oltre il 17%).

E tenero

Le Regioni più rappresentative per il tenero si confermano quelle del nord, in particolare l’Emilia-Romagna con oltre 176.000 ha (-13% rispetto al 2012), il Veneto con 130.000 ha (+ 34%), il Piemonte con 93.000 ha e la Lombardia con circa 64.000 ha.

Leader produttivo del tenero è sempre l’Emilia-Romagna con il 32% della produzione pari a 9,6 milioni di q seguita dal Veneto con 6,4 milioni di q (22%) e il Piemonte con 5,1 milioni (17%).

Anche nelle regioni centrali si riducono le superfici investite a frumento tenero rispetto al 2012: Toscana con -59%, Umbria e Marche con -27%, Abruzzo con -28%, mentre incrementa il Lazio di circa il 66% con una superficie oltre i 15mila ha.

Per l’orzo il bollettino Agrit stima un lieve aumento (+ 3%) a livello nazionale; le regioni più importanti sono l’Emilia-Romagna (oltre 30mila ha), l’Umbria (oltre 24.000 ha), la Basilicata (oltre 23.000 ha), le Marche (oltre 21.000 ha) e la Lombardia (20.000 ha).

La produzione nazionale viene stimata intorno ai 9,3 milioni di q con un incremento di circa oltre 150mila q (+2%).

La superficie nazionale ad avena da granella incrementa del 2%, attestandosi a oltre 125mila ha.

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