Droni, soluzione ottimale in viticoltura di precisione

Tutte le applicazioni possibili connesse all’uso del telerilevamento “sopra” i filari L’articolo Droni, soluzione ottimale in viticoltura di precisione è…

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Tutte le applicazioni possibili connesse all’uso del telerilevamento “sopra” i filari

L’articolo Droni, soluzione ottimale in viticoltura di precisione è un contenuto originale di Vigne Vini.

In un contesto di crescente confronto e competizione sui mercati internazionali diviene di massima importanza raggiungere standard qualitativi in vigna sempre più elevati. È in questo quadro che si è delineato il concetto di viticoltura di precisione, ovvero un approccio gestionale e produttivo differenziato secondo le reali necessità di ogni singolo vigneto o porzione di esso. I vigneti si presentano, infatti, come ambienti caratterizzati da una elevata eterogeneità dovuta a fattori strutturali come le caratteristiche pedo-morfologiche del territorio ed altri dinamici come le pratiche colturali e l’andamento climatico stagionale. Tale variabilità si manifesta nell’espressione fisiologica della vite, comportando alterazioni dell’equilibrio vegeto-produttivo, con dirette conseguenze sulla produttività delle piante e sulla qualità delle uve.

L’impatto del global warming

I Cambiamenti Climatici rappresentano un elemento di ulteriore alterazione del sistema viticolo, con conseguenze dirette sull’ambiente di crescita e quindi sulla fisiologia delle piante. Tra gli effetti più concreti si osserva un incremento delle temperature, noto come “Global Warming”, ovvero il progressivo riscaldamento della superficie del pianeta (Schultz, 2000; Jones et al., 2005), e una maggior frequenza di eventi estremi. Altro fattore è l’aumento della concentrazione di CO2 atmosferica che è responsabile di un consistente innalzamento dell’attività fotosintetica delle piante e di modifiche dei parametri qualitativi di alcuni prodotti agricoli. In conseguenza dell’aumento di temperatura, nella vite in particolare si osserva un’accelerazione della maturazione dell’uva, con un aumento della concentrazione degli zuccheri nel mosto ed un decremento dell’acidità. Compito della ricerca diviene quello di individuare nuovi modelli produttivi e l’adozione di tecniche colturali adeguate per rispondere alle emergenze date dall’effetto combinato del riscaldamento del pianeta e dell’elevata efficienza fisiologica dei vigneti. L’anticipo delle fasi fenologiche, è seguito da un accelerato processo di maturazione con relativo incremento concentrazione zuccherina dei mosti e del tenore alcolico dei vini, che allo stesso tempo comporta un forte disaccoppiamento tra maturità tecnologica e fenolica. Le alte temperature favoriscono inoltre la perdita di acidità dei mosti, con impatto negativo sul colore e sulla stabilità microbica dei vini. Gli stress termico/radiativi, spesso affiancati da carenza idrica, portano ad un aumento degli episodi di disidratazione veloce ed irreversibile degli acini, così soggetti a gravi danni da scottature, decisamente importanti durante l’annata 2011 (Palliotti et al. 2012).

L’insieme di tutte queste variabili rendono estremamente complessa la pianificazione della gestione del vigneto, soprattutto in ottica di tutela della sostenibilità ambientale, una tematica di estrema importanza al fine di mitigare e non aggravare l’impatto delle alterazioni climatiche in atto.  Diviene quindi fondamentale per l’azienda intraprendere oculate scelte agronomiche legate alle reali esigenze della coltura in relazione alla variabilità spaziale presente nel vigneto. Inoltre non solo l’ambiente richiede di ridurre input agronomici e rispetto del territorio, ma le scelte gestionali sono state oggetto di severe normative e sempre più importante sarà la tutela della tracciabilità di interventi sulla produzione nella tutela sia ambientale che del consumatore.

La tecnologia recente ha permesso di sviluppare strumenti in grado di fornire al viticoltore i mezzi per monitorare e controllare molti aspetti dell’ambiente di sviluppo della vite. Sensori ad uso remoto e prossimale divengono così strumenti di indagine per seguire lo stato del vigneto in termini di fabbisogni nutrizionali ed idrici della pianta, salute ed attacchi patogeni o condizioni del suolo. La viticoltura di precisione mira così a sfruttare la più ampia serie di osservazioni disponibili per descrivere, con altissima risoluzione, la variabilità spaziale presente in vigneto e fornire le indicazioni per una gestione ottimizzata in termini di qualità, rese produttive e sostenibilità. Il telerilevamento, o “remote sensing”, consta di un’acquisizione a distanza di immagini a diversa scala di risoluzione in grado di descrivere la variabilità del vigneto in funzione del diverso comportamento delle superfici e dei corpi ai fenomeni di assorbimento o riflessione della luce. Dai dati acquisiti con specifici sensori è possibile estrapolare importanti informazioni distribuite nello spazio relative allo stato della coltura, che consentono di realizzare mappe tematiche in grado di fornire indicazioni sulla variabilità di un dato parametro nel vigneto, come ad esempio la vigoria, descrivendo la fisiologia vegetale per mezzo del calcolo di indici vegetazionali.

Applicazioni del telerilevamento da drone

L’uso di telerilevamento è uno strumento fondamentale in Viticoltura di Precisione, infatti grazie a specifici sensori installati a bordo di aerei o droni, diviene possibile acquisire immagini digitali contenenti informazioni correlate a determinate caratteristiche della pianta (fig 1). Lo scopo fondamentale delle tecniche di telerilevamento è quello elaborare l’informazione per ciascun pixel dell’immagine, al fine di ottenere una mappa tematica classificata in funzione di un determinato parametro di interesse, come ad esempio le mappe di vigore o mappe di stress idrico.

I sensori multispettrali sono tra quelli più utilizzati, e sono in grado di misurare la risposta spettrale della coltura a diverse lunghezze d’onda. In particolare la vegetazione mostra …

 

Istituto di Biometeorologia del Consiglio Nazionale delle Ricerche

 

Leggi l’articolo completo su VigneVini n. 3/2016.

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