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DOSSIER MAIS DA TRINCIATO
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Quanto è dura la vita in trincea!
Nell’alimentazione dei bovini l’insilato di mais è un foraggio utilizzato perché alimento uniforme per tutto l’anno. Nella pratica, l’uniformità e la stabilità della massa insilata sono difficili da ottenere.
Il Dipartimento di scienze e tecnologie veterinarie fornisce alcuni utili suggerimenti per gestire la meglio questo alimento
Parlando di alimentazione dei ruminanti un alimento tra i più interessanti è il mais insilato. E’ il foraggio più utilizzato nell’alimentazione dei bovini, sia da latte che da carne, non solo per le sue peculiari caratteristiche nutrizionali, ma anche per la possibilità di disporre per tutto l’anno di un alimento teoricamente uniforme e con un profilo nutrizionale costante, grazie ai processi di fermentazione che si instaurano durante l’insilamento e che stabilizzano il prodotto.
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Alternative al mais, i primi suggerimenti
La decisione di destinare parte della superficie agricola alla produzione di mais ed altri cereali per la produzione di biodisel e biogas, sottrarrà questo cereale alle razioni per i bovini.
Dagli Stati Uniti i primi suggerimenti per ovviare al problema
Il mais è stato un ingrediente base delle razioni per vacche da latte da centinaia di anni. Negli USA, i dieci Stati Iowa, Illinois, Nebraska, Minnesota, Indiana, South Dakota, Wisconsin, Ohio, Kansas e Missouri rappresentano da sempre circa lo 80% degli ettari coltivati a mais. Tutto quello che viene prodotto è poi venduto, come “commodity” agli altri Stati ed il prezzo è rimasto stabile negli ultimi 25 anni. Recentemente il Governo degli Stati Uniti ha deciso di tentare di diminuire la dipendenza della nazione del petrolio estero, incoraggiando gli sforzi per produrre etanolo da fonti rinnovabili, come il mais o la cellulosa.
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Con le micorrize aumentano gli aromi
Un consorzio di microrganismi distribuito alla semina oltre a importanti vantaggi agronomici modifica favorevolmente la qualità e l’appetibilità del trinciato.
Lo ha stabilito il Cra di Torino dopo una prova in campo.
Stadio vegetativo più lussureggiante e giovanile, maggiore contenuto proteico, pareti cellulari meno fibrose e meno lignificate e depositi di lipidi più consistenti.
Sono i risultati “qualitativi” di una prova pratica su mais da insilato, il cui seme è stato micorrizzato con un consorzio microbiologico di batteri e funghi chiamato Micosat cereali, condotta da Giorgio Masoero del Cra, istituto sperimentale per la zootecnia di Torino nell’azienda Peiretti di Carignano (Torino).
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Specialisti del foraggio per gestire la trincea
Al momento dell’utilizzo possono comparire alcuni problemi inaspettati.
Vediamo come si possono affrontare e risolvere con l’aiuto degli esperti
L’apertura della trincea di insilato è un momento cruciale per l’allevatore, momento in cui può fare una prima valutazione di come ha operato, può verificare la correttezza delle fermentazioni avvenute nella massa e può decidere come e quanto impiegare del foraggio. Inoltre, poter determinare le caratteristiche del nuovo insilato permette di inserirlo nella razione degli animali nel modo più opportuno e redditizio. Ma questo è anche il momento in cui possono comparire problemi inaspettati e incomprensibili, in grado di mettere in difficoltà anche l’allevatore più esperto.
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