Disorientamento sessuale anche per Spodoptera littoralis

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Sostenibilità, Isagro punta sulla crescita delle biosolution

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Imercato mondiale delle biosolution vale 2,5 miliardi di dollari. Il 10% è realizzato in Italia dove, nei prossimi tre anni, è previsto il raddoppiamento dei volumi di utilizzo. Tale crescita è generata da trend globali (la necessità di aumentare la produzione a parità di suolo e input tecnici) come dalla maggior competenza tecnico-agronomica nelle aziende agricole e l’incremento delle superfici bio (in Italia il 10% della Sau) e a lotta integrata.

All’interno di questo contesto Isagro, società attiva in 70 Paesi nel mercato degli agrofarmaci e delle specialità nutrizionali con un fatturato di 150 milioni di euro, ha deciso, all’interno di una strategia di rilancio, di sviluppare e investire nei prodotti derivati da sostanze di origine naturale, che attualmente rappresentano il 12% del fatturato aziendale.

«Vogliamo raddoppiarne il peso – annuncia il presidente Giorgio Basile –, con l’Italia come principale mercato». «Nei prossimi anni, anche sulla base delle indicazioni normative – afferma Davide Ceper, direttore marketing e vendite – si assisterà a un aumento della produzione sostenibile e di conseguenza di soluzioni di lotta integrata da affiancare ai tradizionali agrofarmaci. Queste previsioni hanno attratto l’attenzione e gli investimenti in ricerca, migliorando la qualità dei prodotti del segmento».

Così il portfolio delle biosolution di Isagro si arricchisce di Ecodian SL (registrazione attesa entro il primo trimestre 2016) per il disorientamento sessuale di Spodoptera littoralis. In linea con i principi della sostenibilità delle produzioni agricole, il filo Ecodian, brevettato da Isagro, è costituito da un’anima in cellulosa impregnata con il feromone specifico e rivestita in Mater-Bi. È attivo per 50-60 giorni; dopo 150-180 giorni di esposizione agli agenti atomosferici il contenuto di feromone scende sotto i limiti di rilevamento analitico ed Ecodian SL si considera esaurito e abbandonabile nel terreno dove verrà degradato dai microrganismi del suolo.

 

Come funziona

L’istallazione del filo impedisce al maschio di raggiungere e fecondare la femmina che dunque non genera uova e larve, responsabili del danno. Ciò avviene grazie al rilascio di un feromone identico a quello delle femmine vergini formando “tracce” predominanti su quelle di quest’ultime; in tal modo il maschio segue tali tracce artificiali (disorientamento sessuale) senza mai raggiungere le femmine e viene così impedito l’accoppiamento e la formazione di larve e nuovi adulti.

Come tutte le tecniche di difesa basate sull’impiego di feromoni, per avere buoni risultati è necessario che la superficie da proteggere sia almeno di 1 ettaro. Solo nel caso di appezzamenti isolati o in serre/tunnel chiusi la superficie minima può essere ridotta.

In coltura protetta il filo viene assicurato ai pali di sostegno della struttura e in pieno campo a pali già presenti o da istallare. Ne occorrono 600 m/ha a distanza di 20 metri per un dosaggio per ettaro di 15-25 g. Per superfici inferiori all’ettaro con 100 m si proteggono 1000 mq.

Per poter avere successo nella difesa dalla Spodoptera è importante rilevarne precocemente la presenza mediante trappole a feromone che consentono inoltre di monitorare l’efficacia del disorientamento sessuale in atto e se necessario intervenire con trattamenti di contrasto.

L’impiego di Ecodian SL è consigliato nei periodi più critici di attacco e a integrazione di trattamenti insetticidi.

 

Prove sperimentali

Colture aromatiche. Nelle prove effettuate su basilico a Ceriana (Im) sono stati installati 84 m di Ecodian SL (1.615 m/ha) su una superficie di 520 m2, completamente isolata, per un dosaggio di 2g di feromone ovvero 40 g/ha. Dal rilievo, effettuato il 24 settembre su 5 zone, sono risultate colpite solo il 4,2% delle foglie contro il 41,8% nella superficie testimone.

Buoni risultati si sono ottenuti anche su salvia ad Albenga (Sv) dove l’applicazione di 1000 m/ha di Ecodian SL su una superficie di 6380 m2 ha limitato gli attacchi al 6% contro il 18% del testimone. Fragola. Nelle prove effettuate in provincia di Matera non sono stare registrate catture.

Spinacio da industria. Giovanni Burgio del dipartimento di Scienze Agrarie dell’Università di Bologna ha coordinato un progetto su spinacio da industria, con lo scopo di valutare l’efficacia e la fattibilità della confusione sessuale contro Spodoptera littoralis, con l’utilizzo di Ecodian SL. La sperimentazione di campo è durata tre annate ed è stata eseguita nella provincia di Latina, con il contributo e l’assistenza tecnica del gruppo agronomico della Unilever Italia Manufactoring srl. Lo spinacio da industria è risultato particolarmente adatto all’applicazione di questa strategia sostenibile, per l’elevata estensione della superficie di coltivazione, la breve durata del ciclo produttivo e l’esigenza di rispettare i residui degli insetticidi ammessi per questa coltura.

La sperimentazione ha mostrato come il disorientamento sessuale contro Spodoptera littoralis sia perfettamente integrabile con trattamenti a base di Bacillus thuringiensis, e come essa sia combinabile anche con la confusione contro Spodoptera exigua (strategia di confusione sessuale combinata). Questi approcci integrati hanno mostrato un’efficacia paragonabile alla difesa con insetticidi, ma può contare in più sul vantaggio di ottenere un prodotto senza residui e svincolato dal problema del rispetto dei tempi di sicurezza.

Colture per la IV gamma. All’interno dell’Op Oasi di Battipaglia nell’autunno 2011 sono state effettuate delle prove con Ecodian SL su coltura destinate alla IV gamma per verificare se la tecnica del disorientamento sessuale consentiva una riduzione degli accoppiamenti di S. littoralis, se si potevano ridurre gli interventi chimici mantenendo gli alti standard qualitativi richiesti al prodotto per questa destinazione commerciale, cioè una bassa presenza di corpi estranei (uova e larve) nel prodotto. Oltre alla S. littoralis sono stati monitorati anche Spodoptera exigua, Plutella xylostella e Chrysodeixis chalcites.

Il filo Ecodian SL è stato assicurato alle strutture di sostegno delle serre, intervallati di 14-16 metri, mentre in campo è stato fissato sugli irrigatori a distanza di 20 m tra un filo e l’altro. Le prove sono state condotte, da settembre fino a fine novembre, su superfici minime di 5mila m2, all’interno delle quali sono state installate due trappole per S. littoralis e una per le altre specie monitorate.

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fig. 1 Prove su Iceberg

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fig. 2 Prove su rucola

Nella prova su Iceberg in pieno campo si sono registrate 57 catture nel testimone e zero nella superficie sperimentale (fig. 1). Nella seconda azienda su coltivazione di indivia riccia e scarola in pieno campo si sono registrate 47 catture nel testimone e una nella prova. Nella terza azienda coinvolta, su rucola sono state osservate 53 catture nel testimone e zero nella prova (fig. 2) .

In tutte e tre le sperimentazioni il prodotto sia in campo che nello stabilimento di lavorazione è risultato conforme ai parametri di qualità previsti per le colture destinate alla IV gamma. Nella quarta prova su bietola da foglia sono state registrate 17 catture nel testimone e 1 cattura nella prova, ma non tutto il prodotto raccolto è risultato conforme agli standard di qualità aziendali nonostante le poche catture di S. littoralis.

L’utilizzo di Ecodian SL nelle prove su Iceberg, rucola e indivie ha quindi dimostrato la possibilità di ridurre gli interventi chimici senza perdita di prodotto. L’utilità del filo si lega perciò a un corretto e costante monitoraggio e a interventi effettuati al momento giusto.