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RIFORMA UE

Direttiva tabacco, fuori Dalli. E la filiera fa scudo sui divieti

Il commissario alla Salute si dimette su una presunta concussione

Ernesto Diffidenti, Agrisole

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24 Ottobre 2012

La filiera fa quadrato contro la proposta di riforma della direttiva europea sul tabacco.
«Uniamo le nostre forze – ha detto Przemysalw Noworyta, presidente di Unitab nel corso del 33° congresso che si è svolto a Budapest – con l’obiettivo di proteggere i mezzi di sostentamento dei coltivatori di tabacco dell’Unione europea. Noi accettiamo e supportiamo le misure introdotte nell’interesse della salute pubblica, ma gridiamo contro i tagli scriteriati ai posti di lavoro, che non renderanno i cittadini più sani ma bensì renderanno impossibile la vita di centinaia di migliaia di persone nell’Unione europea».
Le accuse sono rivolte all’ipotesi di introdurre il pacchetto di sigarette «generico», il divieto di esposizione nelle tabaccherie, nonché l’uso di impiegare alcuni ingredienti nella manifattura delle sigarette «che potrebbe portare a impatti negativi sul settore agricolo di coltivazione del tabacco, oltre a incidere in analoga maniera sui consumi legali e, di conseguenza, sull’erario».
Il congresso di Unitab si è svolto in concomitanza con lo scandalo su una presunta concussione che ha portato alle dimissioni il commissario alla Salute, John Dalli. Secondo il Servizio antifrode europeo (Olaf) l’ormai ex commissario sarebbe stato a conoscenza dei tentativi di un suo connazionale di corrompere un’azienda produttrice di tabacco da fiuto. Dalli nega categoricamente e sostiene di essersi dimesso soltanto per essere libero di difendersi. È una vicenda intricata che ruota proprio attorno al progetto della nuova direttiva sul tabacco alla quale stanno lavorando da due anni i tecnici di Dalli e che è, ormai, in dirittura d’arrivo. Una proposta di riforma che l’intera filiera del tabacco respinge accusandola di mettere in ginocchio una produzione che rappresenta un importante volàno per l’occupazione, coinvolgendo in Europa un totale di 1,4 milioni di persone di cui circa 400mila addetti alla coltivazione. Un rapporto realizzato dal centro studi Nomisma e presentato a Budapest fissa a 560 milioni di euro il valore espresso dalla tabacchicoltura comunitaria. Per l’Italia questo valore ammonta a 196,3 milioni di euro (35,1% del totale europeo). Sono oltre 86mila le aziende agricole coinvolte a livello europeo, di cui quasi seimila a livello italiano. L’Unione europea è il secondo produttore mondiale di sigarette con una quota dell’ 11% della produzione mondiale (6.200 miliardi di pezzi). L’occupazione generata dal settore manifatturiero (tutti i prodotti da fumo) è stimabile in oltre 50mila unità, di cui 2.100 in Italia. Il sistema di distribuzione tabacchi conta su 955.338 punti di vendita. Il valore finale della filiera del tabacco (agricoltura, manifattura, commercio e gettito per i governi europei) è stato stimato in 121.440 milioni di euro. «La difesa della ricchezza e dei posti di lavoro generati da tutti i settori lungo la filiera – ha concluso il presidente Unitab – in una situazione di crisi deve essere una priorità per le istituzioni europee».