Direttiva tabacco, fuori Dalli. E la filiera fa scudo sui divieti

RIFORMA UE
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La filiera fa quadrato
contro la proposta di
riforma della direttiva
europea sul tabacco.

«Uniamo le nostre forze – ha
detto Przemysalw Noworyta,
presidente di Unitab nel corso
del 33° congresso che si è
svolto a Budapest – con
l’obiettivo di proteggere i
mezzi di sostentamento dei
coltivatori di tabacco dell’Unione
europea. Noi accettiamo
e supportiamo le misure
introdotte nell’interesse
della salute pubblica, ma gridiamo
contro i tagli scriteriati
ai posti di lavoro, che non
renderanno i cittadini più sani
ma bensì renderanno impossibile
la vita di centinaia
di migliaia di persone nell’Unione
europea».

Le accuse sono rivolte all’ipotesi
di introdurre il pacchetto
di sigarette «generico»,
il divieto di esposizione nelle
tabaccherie, nonché l’uso di
impiegare alcuni ingredienti
nella manifattura delle sigarette
«che potrebbe portare a impatti
negativi sul settore agricolo
di coltivazione del tabacco,
oltre a incidere in analoga
maniera sui consumi legali e,
di conseguenza, sull’erario».

Il congresso di Unitab si è
svolto in concomitanza con lo
scandalo su una presunta concussione
che ha portato alle
dimissioni il commissario alla
Salute, John Dalli. Secondo il
Servizio antifrode europeo
(Olaf) l’ormai ex commissario
sarebbe stato a conoscenza
dei tentativi di un suo connazionale
di corrompere
un’azienda produttrice di tabacco
da fiuto. Dalli nega categoricamente
e sostiene di essersi
dimesso soltanto per essere
libero di difendersi. È
una vicenda intricata che ruota
proprio attorno al progetto
della nuova direttiva sul tabacco
alla quale stanno lavorando
da due anni i tecnici di
Dalli e che è, ormai, in dirittura
d’arrivo. Una proposta di
riforma che l’intera filiera del
tabacco respinge accusandola
di mettere in ginocchio una
produzione che rappresenta
un importante volàno per l’occupazione,
coinvolgendo in
Europa un totale di 1,4 milioni
di persone di cui circa
400mila addetti alla coltivazione.
Un rapporto realizzato
dal centro studi Nomisma e
presentato a Budapest fissa a
560 milioni di euro il valore
espresso dalla tabacchicoltura
comunitaria. Per l’Italia questo
valore ammonta a 196,3
milioni di euro (35,1% del totale
europeo). Sono oltre
86mila le aziende agricole
coinvolte a livello europeo, di
cui quasi seimila a livello italiano.
L’Unione europea è il
secondo produttore mondiale
di sigarette con una quota dell’
11% della produzione mondiale
(6.200 miliardi di pezzi).
L’occupazione generata
dal settore manifatturiero (tutti
i prodotti da fumo) è stimabile
in oltre 50mila unità, di
cui 2.100 in Italia. Il sistema
di distribuzione tabacchi conta
su 955.338 punti di vendita.
Il valore finale della filiera
del tabacco (agricoltura, manifattura,
commercio e gettito
per i governi europei) è
stato stimato in 121.440 milioni
di euro. «La difesa della
ricchezza e dei posti di lavoro
generati da tutti i settori
lungo la filiera – ha concluso
il presidente Unitab – in una
situazione di crisi deve essere
una priorità per le istituzioni
europee».

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