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16 febbraio 2010

Difesa sostenibile (e non)

FIERAGRICOLA. Integrato obbligatorio per tutti (ma soldi a nessuno?)

Difesa sostenibile (e non)

TAG:
filiere agricole, fitopatologia, normativa, tecnica agricola




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Le parole sono importanti. La nuova direttiva sugli usi sostenibili degli agrofarmaci (Dir. 128/2009 del  21 ottobre) introduce novità come la consulenza sulla difesa fitosanitaria. La formazione obbligatoria e certificata per distributori, utilizzatori professionali e consulenti. La produzione integrata obbligatoria per tutti.

Tocca al Piano d’azione nazionale
, in via di elaborazione sotto il coordinamento del ministero dell’Ambiente (o del Mipaaf?), definire la portata di tali novità. Formazione vuol dire corsi? Consulenza vuol dire ricettazione degli agrofarmaci? Certificazione della formazione vuol dire albi professionali e delle rivendite? Se la produzione integrata diventa obbligatoria, perdiamo i contributi concessi per la sua adozione con Psr e Ocm?

«Evitiamo almeno - ha affermato a Verona Giovanni Rizzo di Agriteam durante il convegno “Il ruolo di consulenti e distributori nelle produzioni integrate”- che ciò si traduca in un ulteriore carico di burocrazia per le aziende». «Negli ultimi 20 anni - ha evidenziato Mario Pierucci, per conto dei Consorzi agrari del Sud - le novità normative fitosanitarie hanno solo appesantito il conto economico delle aziende agrarie».

«Bisogna ribadire ruoli e competenze - ha sottolineato Vittorio Ticchiati di Compag - . La formazione è utile se è specifica e differenziata tra utilizzatori e distributori». «Bisogna valorizzare quanto di buono è stato fatto in questi anni - ha concluso Floriano Mazzini, del Servizio fitosanitario dell’Emilia-Romagna - l’Italia è il paese più avanzato nella produzione integrata. Stiamo lavorando affinchè l’obbligo della sua adozione valga per un livello base senza troppi vincoli».

A porre vincoli più restrittivi ci pensa però la gdo. Con l’assurdo limite dei 4 residui ad esempio. L’impressione è che la normativa tenti di rincorrere il mercato, ma questo sia sempre più avanti. Con regole tutt’altro che sostenibili.



Lorenzo Tosi - Terra e Vita




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