Dal Vinitaly: il Prosecco sarà resistente

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Vini sostenibili: al Vinitaly la strada del miglioramento genetico (e le promesse delle nuove tecniche di breeding), ma anche le possibilità garantite dalla digitalizzazione e dallo “smart meteo”

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Dieci-dodici anni per arrivare alla prima Glera resistente alle malattie fungine. La sostenibilità passa anche – e soprattutto- dal miglioramento genetico. Nel corso della tavola rotonda sulla sostenibilità organizzata da Confagricoltura nella terza giornata del 51° Vinitaly Diego Tomasi, direttore del Crea-Viticoltura di Conegliano ha tracciato le tappe della sperimentazione appena avviata per arrivare in tempi brevi a una varietà «il più possibile simile alla Glera» ma che consenta di eliminare o fortemente limitare il ricorso a trattamenti con agrofarmaci.

Incroci e selezione assistita

Un’obiettivo che sarà raggiunto attraverso incroci tradizionali con ibridi resistenti, grazie alla tecnica

Diego Tomasi

Diego Tomasi

della selezione assistita tramite marcatori molecolari. La prossima fioritura della Glera (in maggio), varietà d’elezione per il Prosecco, offrirà l’occasione per effettuare gli incroci con varietà portatrici di resistenza a peronospora e oidio (e in qualche caso anche doppia resistenza a peronospora), di origine asiatica o americana. La prima fruttificazione, prevista per l’annata 2019-20 consentirà di raccogliere i primi dati morfologici e analitici. «Con un po’ di fortuna – auspica Tomasi – la possibilità di identificare una varietà migliore, non solo resistente, ma anche caratterizzata da un maggior grado di acidità». Elemento questo determinante per la qualità e la freschezza del Prosecco. Acidità del grappolo che è uno degli elementi che possono essere maggiormente compromessi dagli effetti del global warming.

Il sostegno di 17 aziende

Un progetto di sperimentazione sostenuto da un consorzio di 17 aziende vitivinicole aderenti a Confagricoltura, in attesa della possibile assegnazione di sostegni provenienti dal progetto di ricerca nazionale per le biotecnologie sostenibili. «Il mercato –mette in evidenza Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura chiede vini sempre più sostenibili e questa sfida va accolta. Noi lo stiamo facendo in prima persona, appoggiando i progetti insieme alle imprese e alla ricerca». Dopo una prima fase di cinque anni, il progetto prevede un secondo step di durata analoga per arrivare alla prima registrazione di Glera resistente entro il 2028-2029. Nel frattempo il mondo del Prosecco si è attrezzato con specifici disciplinari. Il Prosecco Doc ha annunciato nel corso del Vinitaly l’avvenuta implentazione del protocollo che ha messo fuori causa tre presidi fitosanitari molto utilizzati (il diserbante glifosate e i fungicidi della famiglia dei ditiocarbammati). Il Consorzio del Prosecco superiore Conegliano Valdobbiadene docg fa invece leva sui risultati del proprio protocollo viticolo «Adottato – informa Filippo Taglietti, responsabile tecnico del Consorzio – di da oltre la metà delle nostre aziende, permettendo di eliminare ben 18 sostanze attive». «Il mercato va veloce – stigmatiza Lodovico Giustiniani di Confagricoltura Veneto – , ma la burocrazia e’ piu’ lenta. Il nostro impegno, insieme al mondo scientifico, vuole dare risposte concrete ai produttori e ai consumatori, nel rispetto dell’ambiente, della salute e dell’economia del settore».

Più velocità è possibile

Una maggiore velocità sarebbe in realtà possibile anche per la ricerca. È questa infatti una delle allettanti promesse delle nuove tecnologie di breeding: cisgenesi e genome editing. Nel corso del Convegno sulla

Michele Morgante

Michele Morgante

Viticoltura 4.0 organizzato dal Crea presso l’area Mipaaf, Michele Morgante dell’Università di Udine ha messo in evidenza l’impasse legislativa che sta bloccando in Europa queste nuove tecnologie. Bruxelles deve infatti decidere da tre anni se considerarle alla stregua di Ogm, con una normativa che ne bloccherebbe lo sviluppo (solo in Europa).  «Invece la Commissione – ricorda Morgante- continua a non decidere, e l’ultima mossa è stata quella di affidare ad un’authority esterna l’elaborazione di un parere scientifico, atteso per il prossimo autunno». «Una situazione da sbloccare – afferma Emilio Pedron, al vertice dell’azienda Bertani e del gruppo Tenimenti Angelini –  le nuove tecnologie hanno infatti le potenzialità per garantire un futuro luminoso proprio ai nostri vitigni autoctoni più preziosi. Molte aziende stanno rispondendo alla richiesta di sostenibilità convertendosi al biologico, che è una proposta interessante, che non consente però di fornire risposte soddisfacenti per tutte le nostre aree produttive. La ricerca ci deve dare una mano per trovare un canale di comunicazione sincero e attendibile per informare l’opinione pubblica e i consumatori di queste opportunbità». Nel corso dell’evento del Mipaaf Morgante ha raccontato l’esperienza che ha portato alla registrazione delle prime 10 varietà resistenti italiane, registrate per ora solo in Friuli e Veneto (il presidente della Regione Veneto Luca Zaia ne aveva auspicato una maggiore diffusione nel corso del convegno di apertura del Vinitaly). Barbara de Nardi del Crea di Conegliano è entrata nei dettagli del progetto Prosecco resistente e del reperimento degli ibridi donatori di resistenza.

Smart meteo in Umbria, tre erre in Valpolicella

Marco-Caprai

Marco Caprai

La sostenibilità però percorre anche altre strade. Confagricoltura sta appoggiando infatti numerosi progetti in tutta Italia. «In Umbria – illustra Marco Caprai , dell’omonima cantina – il progetto “smart meteo”’ è nato dalla collaborazione di tre aziende della docg Sagrantino di Montefalco e poi allargato. Oggi viene finanziato tramite la misura 16.1 (Cooperazione per l’innovazione) del Psr regionale e riguarda tutto il territorio vitato umbro»

Il progetto mette insieme l’innovazione tecnologica con la conoscenza degli operatori sul campo ed è finalizzato ad abbattere del 75% l’uso di fitofarmaci in vigneto. E nei pressi di Verona, , il piano “Tre erre: riduci, risparmia, rispetta del consorzio Valpolicella mira a raggiungere risultati non solo ambientali, ma anche sociali ed economici. «è partito anni fa – ricorda Christian Marchesini, presidente di questo Consorzio – ed è arrivato nel 2016 alla produzione dei primi vini certificati sostenibili, con una richiesta sempre piu’ elevata di aziende che vogliono farne parte».