Crescono i danni da nottue su vite

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In questo inizio di primavera, nella collina emiliano romagnola si sono avute molte segnalazioni di gemme svuotate o di erosioni delle foglie dei germogli di vite causate da insetti che poi non si ritrovano più sulla pianta. I danni riguardano soprattutto i vigneti posti nelle aree collinari ma, in alcuni casi, si sono manifestati anche in aziende di pianura. Danni dello stesso tipo e di una certa rilevanza economica, sono stati segnalati negli anni scorsi anche nell’alta Lombardia, in particolare in Valtellina, e in Trentino.

Tre diverse specie

In Emilia-Romagna questo tipo di danni sono causati da alcune nottue, in particolare Noctua fimbriata e N. pronuba e da un lepidottero la Theresimima ampelophaga meglio conosciuta come Zigena della vite. In Valtellina, a seguito dei danni, è stato eseguito un monitoraggio con trappole a feromoni e alimentari che hanno evidenziato la presenza di altre specie di nottuidi come Agrotis exclamationis, A. ipsilon, Autographa gamma, Noctua comes, tutte aspecifiche, cioè che non hanno la vite come ospite primario. Qualunque sia la specie responsabile i danni provocati dalle nottue hanno caratteri comuni. L’entità è sempre assai variabile da zona a zona, spesso anche nello stesso vigneto. Di preferenza vengono attaccate piante nei bordi di impianti confinanti con incolti, in zone con suoli ghiaiosi o sabbiosi, tendenzialmente poco umidi, con copertura vegetale spesso carente in infestanti a foglia larga. N.pronuba e N.fimbriata hanno un comportamento biologico simile: entrambe svernano nel terreno come larve ed in primavera, alla ripresa vegetativa, risalgono in superficie e salgono sulle viti per nutrirsi di gemme e foglioline. L’attacco è poco visibile in quanto le larve di giorno si annidano nel terreno, mentre di notte risalgono sulla vite per nutrirsi. Noctua fimbriata compie due generazioni all’anno. Gli adulti compaiono da aprile a maggio e depongono le uova che daranno origine alla seconda generazione che vola in autunno e che darà origine alle larve svernanti. Noctua pronuba, invece, può compiere da 1 a 2 generazioni ma sverna sempre come larva immatura.