Così evolve il melo

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Nuove varietà, piante multiasse, reti polifunzionali. Giornata tecnica a Mezzolombardo (Tn), presenti più di 300 coltivatori. Le sperimentazioni condotte dalla Fondazione Mach proseguono verso un modello di frutteto sostenibile e innovativo

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Dalla Fondazione Mach, di San Michele all’Adige (Tn), nuovi indirizzi per la melicoltura di qualità: tecnici e ricercatori della Fondazione hanno incontrato a Mezzolombardo più di 300 frutticoltori, in larga parte giovani, per aggiornarli sui principali risultati dell’attività sperimentale condotta a Maso Part, l’azienda agricola rappresentativa della frutticoltura di fondovalle dove da oltre 40 anni si conducono prove e sperimentazioni su melo e pero.

Frutteto in parete, difesa dalle malattie, portinnesti e miglioramento genetico sono i principali temi affrontati nel corso dell’evento “Porte aperte”, organizzato dal Centro trasferimento tecnologico della Fondazione. Qui gli esperti Alberto Dorigoni, Franco Micheli, Pierluigi Magnago, Isaac Chini, Nicola Dallabetta, Daniel Bondesan e Luisa Mattedi hanno illustrato ai frutticoltori, divisi in quattro gruppi, i principali risultati e novità.

Dall’intensa giornata di visite fra i frutteti sperimentali i visitatori hanno potuto verificare le nuove tecniche che i ricercatori hanno sperimentato al fine di ottenere una frutticoltura che possa essere nel contempo competitiva, sostenibile e che garantisca ai frutticoltori un adeguato reddito, come ha affermato in apertura della giornata il dirigente del Dipartimento Michele Pontalti.

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