Contratti di filiera? Sì, no, forse…

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Molti agricoltori foggiani hanno scelto di aderire ai contratti di filiera. Ma altri rimangono scettici, per diverse ragioni

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A meno di due mesi dalla mietitrebbiatura del grano duro nel Tavoliere foggiano, non è fuori luogo fare il punto sullo sviluppo dei contratti di filiera e sulla loro capacità di attrarre adesioni. Fra i diversi contratti attivi, oltre allo storico accordo di filiera “Aureo” di Barilla e ai più recenti gestiti da importanti industrie italiane della pasta secca, come La Molisana di Campobasso e Divella di Rutigliano (Ba), spicca “Grano Armando”, il progetto per la produzione di pasta di grano duro di alta qualità 100% italiana promosso dal pastificio campano De Matteis di Flumeri (Av), una delle pochissime aziende italiane a ciclo integrato di trasformazione grano-pasta grazie al molino direttamente collegato al pastificio. Infatti, rispetto alla campagna precedente, il numero delle aziende agricole aderenti è cresciuto di un ulteriore 28%, passando da 653 a 833, e la superficie dedicata alla filiera è aumentata del 21%, salendo da 10.415 a 12.648 ettari, e ora è distribuita in 20 province di nove regioni.

 

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