Contoterzisti a raccolta in casa Kverneland

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Incontro con circa 300 agromeccanici presso la filiale italiana del gruppo norvegese

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Il ruolo dei contoterzisti ai fini di un’agricoltura competitiva è ormai riconosciuto da tutti gli operatori del settore. Non ultimi i costruttori di macchine agricole, per i quali gli agromeccanici sono i clienti più importanti. Così anche Kverneland Group Italia (Kvgi) ha organizzato una prima giornata divulgativa per gli agromeccanici, invitandoli presso la propria filiale a Castiglione delle Stiviere (Mn).

«Siete i registi dell’innovazione – ha detto Eleonora Benassi, amministratore delegato di Kvgi, aprendo la giornata – perché quando si devono assemblare più innovazioni, occorrono un coordinamento e una regia. I contoterzisti in Italia gestiscono 6 milioni di ettari sui 12,5 di Sau, quindi hanno in mano una grossa fetta dell’agricoltura di oggi e soprattutto del futuro. Inoltre, il 10% delle aziende agricole italiane censite nel 2010 dà in mano ai contoterzisti la loro gestione globale. Insomma, parliamo di cifre importanti e i terzisti possono ancora crescere. Assieme alle grandi aziende agricole, infatti, per decenni sono stati i collaudatori delle nostre innovazioni».

Pionieri dell’Isobus

La gestione globale di un’azienda agricola prevede un percorso agronomico dove si inserisce l’agricoltura di precisione, concetto complesso che non può prescindere dalla compatibilità Isobus. «Kverneland ha fatto tanto per l’Isobus a partire dalla metà degli anni 80 – ha continuato l’ad del gruppo – quando brevettò un sistema di comunicazione seriale e il Can bus tra trattore e attrezzatura. Un brevetto che poi rilasciò nel 2001, dando il via libera al protocollo Isobus. La certificazione di queste attrezzature è effettuata dalla Aef (Agricultural industry Electronics Foundation), di cui Kverneland è uno dei soci fondatori, ed è per questo che ci chiamiamo Isobus company. A oggi abbiamo in gamma più di 80 modelli Isobus compatibili al 100%, cosa che ci qualifica come il punto di riferimento per i costruttori di attrezzature nell’elettronica applicata all’agricoltura. Tutto ciò è possibile perché all’interno del gruppo esiste la Kverneland Group Mechatronics, centro di competenza e produttivo che sviluppa e crea tutte le soluzioni elettroniche applicate all’agricoltura (software-hardware e meccatronica). Questa è la nostra visione – ha concluso Eleonora Benassi – e nella nostra missione rientra la categoria degli agromeccanici, perché la consideriamo la maggiore risorsa per l’agricoltura del futuro».

La giornata è stata patrocinata da Unima e Confai, riunite sotto il cappello del Coordinamento Agromeccanici Italiani. «È una giornata importante perché il futuro della nostra agricoltura ha necessità di formarsi e informarsi – ha commentato Silvano Ramadori, presidente Unima –. Il nostro unico scopo è sviluppare e tutelare il contoterzismo e per fare ciò occorre presentarsi uniti davanti al mondo delle Istituzioni, cosa che Unima e Confai stanno facendo». «È importante rimanere aggiornati perché la tecnologia avanza veloce – ha aggiunto Leonardo Bolis, presidente Confai –. Quale agricoltura verrà? Oggi sono molto pessimista, spero comunque che qualcuno intervenga».

È ora di cambiare

Quanto anticipato da Benassi, Ramadori e Bolis non può non considerare quanto richiesto dalla Pac. «Sette sono i punti chiave su cui sono stati fissati i nuovi aiuti – ha spiegato Roberto Bartolini, agronomo e consulente Kverneland – Psr in primis, ovverosia: gestione del suolo, avvicendamento colturale, distribuzione mirata della chimica, distribuzione mirata dell’acqua, utilizzo agronomico liquami e digestati, tracciabilità delle produzioni e creazione di filiere attraverso l’aggregazione. Per tutto questo serve un cambiamento, le aziende agricole devono cambiare il modo di produrre, ripensando sistemi agronomici e gestione aziendale. Ma non vanno lasciate sole. E il terzista è il partner ideale.

La chiave vincente è un approccio globale che coinvolga tutti i mezzi produttivi, a partire dal suolo, che è il bene più prezioso e che oggi è “malato”. I rimedi possibili, presenti anche in alcuni Psr, sono rappresentati dalle lavorazioni conservative e da quest’anno sempre più agricoltori chiederanno di applicare l’agricoltura conservativa ai contoterzisti, che a loro volta dovranno essere pronti a fornire risposte adeguate con attrezzature tecnologicamente avanzate e accorgimenti agronomici specifici. Questo nuovo sistema di gestione del suolo viene completato dalla semina delle cover crop tra una coltura principale e la successiva, da effettuare con criterio. E poi si parla anche di diversificazione colturale e inevitabilmente di chimica: l’indicazione della Ue è quella di eseguire una distribuzione mirata dei concimi e degli agrofarmaci, cioè di adottare tecnologie che permettono di non sprecare i prodotti e di effettuare le distribuzioni sulla base delle effettive necessità delle colture. In altre parole significa adottare l’agricoltura di precisione. L’Europa, infine, pur avendo tagliato circa il 5% dei pagamenti diretti incassati sino al 2014, ha introdotto nuovi aiuti per gli agricoltori che assumono nuovi impegni. In questo senso i Psr sono un’occasione da non mancare, anche se non riguardano direttamente i contoterzisti, che dovranno però aiutare l’agricoltore a intercettare i nuovi aiuti».

Le proposte Kvg

Il concetto del cambiamento è stato ulteriormente sviluppato da Sandro Battini, direttore commerciale Kverneland Group Italia. «La prima cosa da fare è cambiare attitudine e pensare positivo – ha esordito Battini – e l’unico modo per cambiare è l’innovazione, fattore che sposta l’equilibrio a favore del reddito. In altre parole per fare reddito oggi, non si può prescindere dall’agricoltura di precisione.

Per quanto riguarda l’agricoltura conservativa, è importante capire che per farla occorrono una maggiore conoscenza e una gestione migliore delle infestanti. Kverneland ha ovviamente in gamma tutte le attrezzature richieste: citiamo come esempi il Clc pro-RIgid, il Qualidisc Profi e Farmer, la U drill 3m e 3m test, la Optima V e TF Profi per la semina monogerme, la trasmissione elettrica eDrive II e il KultiStrip (oggi abbinato anche a interramento liquami e digestato). Inoltre si è parlato di semina delle cover crop e Kverneland propone il modello A drill. Insomma, Kverneland vuole essere considerata ancora come punto di riferimento nello sviluppo di tecnologie avanzate applicabili alla meccanizzazione agricola mondiale. E riscontrando una grande confusione a livello di Isobus e sistemi di precisione, ha cercato di fare chiarezza con il suo Im Farming, basato su 4 punti:

– Im Ready: investire in una macchina Isobus ci fa trovare pronti per il futuro;

– Im Control: si combinano le macchine Isobus al terminale IsoMatch Tellus e si ha il pieno controllo delle operazioni;

– Im Global: si è pronti per passare al Gps e al GeoControl nell’Isomatch Tellus, ottenendo la massima precisione;

– Im Intelligent: con i software GeoSeed e GeoSpread (gestione delle sezioni) si ha una macchina con un cervello intelligente che darà il massimo ritorno degli investimenti».

 

 

Tre cantieri in mostra

foto1Box11) combinazione botti diserbo portate Isobus 100% (Ixter B18 posteriore, Ixtra anteriore, monitor Isomatch Tellus, antenna Isomatch Global, software GeoControl, Sprayer Control e Isomatch in Line)

 

 

 

 

 

foto2Box12) seminatrice pneumatica di precisione monogerme per semina su sodo Isobus 100% (Optima HD TF Profi eDrive 8 file, monitor IsoMatch Tellus, antenna RTK con guida assistita con sensori di sterzata, software GeoControl, Seeder Control)

 

 

 

 

 

foto3Box13) combinazione per minima lavorazione e semina (erpice Qualidisc Profi 4000 F posteriore, serbatoio DF-1 anteriore Isobus 100%, monitor IsoMatch Tellus, antenna IsoMatch Global, IsoMatch Multi-Eye, sterzata, GeoControl S-Control).

 

 

 

 

 

 

 

I partner agronomici

Kverneland ha avuto come partner agronomici nella giornata due aziende “eccellenti” del settore. In ambito mais, Fabio Roverso, responsabile europeo sistemi agronomici Dekalb Monsanto, ha spiegato come agricoltura di precisione significhi sfruttare al meglio le informazioni raccolte. La tecnologia può aiutare in tutto questo, ma serve fare sistema tra gli operatori: parte agronomica e parte meccanica devono essere una cosa sola e quindi agricoltore e contoterzista devono continuare a informarsi e formarsi insieme. A proposito di semina a rateo variabile – ha aggiunto Roverso – la ricerca Dekalb ha portato a ibridi con densità di investimento specifica per ogni ambiente, quindi si può seminare a densità variabili all’interno dello stesso appezzamento. Altro aspetto cruciale per fare reddito è l’irrigazione, che incide per il 20-30% dei costi di produzione del mais: in questo ambito Dekalb propone AquaTek, progetto che consente di determinare il fabbisogno in funzione del ciclo colturale e dello stato vegetativo della coltura e interagisce con i sistemi irrigui grazie alle mappe di prescrizione generate.

Sulla soia, invece, Francesco Magro, ricerca e sviluppo Sipcam, ha fornito preziosi consigli agronomici e ha presentato H-Tech, ovverosia la mappatura del terreno con soil scanner, che misura la conducibilità elettrica del suolo: in pratica fornisce un’analisi chimico-fisica differenziata e semplificata e assieme al posizionamento di sensori per la misurazione dell’umidità del terreno elabora delle mappe di prescrizione: in altre parole, conoscere e gestire la variabilità per generare reddito.