Consulenti si diventa

ASSISTENZA TECNICA
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Fine 2015, tra i campi e i filari italiani atterra
la nuova figura del “consulente”. È l’effetto
dell’evoluzione, in salsa europea, del servizio
di assistenza tecnica, uno dei talloni d’Achille
della nostra agricoltura, legata però in maniera
specifica alla difesa – almeno integrata
– delle colture. Il Piano d’azione nazionale
sull’uso sostenibile degli agrofarmaci (Pan,
Decreto 22 gennaio 2014) ne traccia i compiti,
impone alcuni adempimenti e attribuisce
a questa figura professionale l’onore e l’onere
di traghettare le aziende agricole verso la
terra promessa della sostenibilità. Possibile?
I tecnici non sono figure aliene, sono già in
mezzo a noi. A decorrere dal prossimo 26 novembre
dovranno però dotarsi di uno specifico
certificato di abilitazione. Un requisito obbligatorio
per svolgere la loro attività nell’ambito
dei nuovi Psr (Piani di sviluppo rurale).

Ricettazione esclusa

«La responsabilità della formazione – spiega
Floriano Mazzini – spetta alle autorità locali.
L’Emilia-Romagna ha già attivato nel corso
del 2014 i previsti corsi di formazione per la
nuova figura dei consulenti (25 ore) e si accinge
a fare lo stesso nel 2015». Alcuni Paesi
membri come l’Ungheria gli hanno concesso alcune opportunità, attraverso ad esempio la
ricettazione obbligatoria degli agrofarmaci,
altri come la Francia hanno previsto che ogni
azienda abbia un consulente. ma non è il caso
dell’Italia. Il nostro Pan prevede però alcune
misure che valorizzano questa figura indirettamente
Mazzini lavora presso il Servizio fitosanitario
della Regione Emilia-Romagna e
ha fatto parte del Comitato scientifico che ha
contribuito alla messa a punto del Pan.

In molte Regioni, soprattutto del Centro-Sud,
il servizio di assistenza tecnica si è negli ultimi
anni molto rarefatto. In Emilia-Romagna
invece resiste una fitta rete di tecnici, una
peculiarità legata in parte a sostegni mirati
prima alle misure agroambientali della Pac e
poi all’Ocm ortofrutticola. «Nel caso dell’ortofrutta
– continua Mazzini – sono le Organizzazioni
di produttori (Op) ad individuare l’elenco
dei tecnici a cui spetta la consulenza per
l’attuazione dei piani operativi. Da novembre
2015 dovranno anche essi essere abilitati
come prevede il Pan».

Ocm e Psr

Una peculiarità che potrebbe essere estesa.
Negli attesi decreti attuativi della nuova Pac
l’esempio delle Op ortofrutticole potebbe infatti
essere allargato anche ad altri settori tra
cui il vino. «Qualcosa di simile è già previsto
anche per le misure agroambientali del vecchio
Psr». Nell’attivazione della misura 214 le
aziende agricole possono infatti accedere
ai sostegni per l’assistenza se si ricorre ai
consulenti abilitati inseriti nello specifico
elenco del “Catalogo Verde”. Una misura
che, a dir la verità, non ha avuto un gran
successo. Nel nostro Paese gli imprenditori
agricoli hanno infatti imparato da tempo ad
assumersi direttamente la responsabilità
dell’utilizzo degli agrofarmaci, grazie al patentino
e al quaderno di campagna. Il primo
è stato istituito addirittura nel 1968.

Ora però tutto cambia: l’obbligo del patentino,
prima riservato solo ai prodotti tossici e
nocivi, è esteso a tutti gli agrofarmaci e questo
significa che ogni azienda agricola dovrà
avere una o più persone abilitate. E si evolve
soprattutto il concetto di produzione integrata
(vedi riquadro). L’esigenza di migliorare le
azioni di monitoraggio e la diffusione dei dati
meteo incentiverà lo sviluppo di servizi di assistenza
professionale in agricoltura?

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