Condizionalità nel 2015

PAC 2014-2020
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Il 23 gennaio 2015, il ministro delle politiche
agricole ha firmato il decreto sulla condizionalità
(d.m. n. 180 del 23 gennaio 2015), valido
per la nuova Pac 2015-2020. Il decreto aveva
acquisito l’intesa raggiunta nella Conferenza
Stato-Regioni del 18 dicembre 2014.

La condizionalità si applica ininterrottamente
dal 2005 e la quasi totalità degli agricoltori
ha ormai assimilato norme ed obblighi da rispettare.
Anche nella nuova Pac si applica la
condizionalità, con norme più semplificate,
cui si aggiungono però a quelle ben più complicate
del greening.

L’agricoltore deve prendere atto delle novità,
al fine di applicare al meglio la condizionalità
nella propria azienda.

I pagamenti diretti della nuova Pac 2015-
2020 sono disaccoppiati per l’89% del plafond, ad eccezione del pagamento accoppiato
(11%). In altre parole, il sostegno è completamente
svincolato dalla produzione e gli
agricoltori non devono dimostrare di praticare
una coltura o un allevamento.

La concessione dei pagamenti diretti, tuttavia,
è subordinata all’osservanza della condizionalità,
come nella vecchia Pac, ovvero
all’osservanza di vincoli finalizzati alla tutela
ambientale, alla sicurezza alimentare, al benessere
animale e al mantenimento dei terreni
in buone condizioni. La condizionalità è il
corrispettivo del pagamento di base, come il
greening lo è per il pagamento “verde” (fig. 1).
Si può anche dire che il pagamento di base
è la remunerazione spettante agli agricoltori
per gli impegni della condizionalità, mentre
il pagamento “verde” è la remunerazione
per gli impegni del greening. In questo modo,
l’Ue intende remunerare gli agricoltori per
i benefici ambientali dell’attività agricola, in
modo crescente e cumulato (fig. 1).

La normativa

Il rispetto della condizionalità è obbligatorio
per il percepimento del pagamento di base,
come anche per molti pagamenti della politica di sviluppo rurale, dalle indennità compensative
all’agroambiente. Infatti, le norme
della condizionalità sono contenute nel
cosiddetto “regolamento orizzontale” (Reg.
1306/2013) e valgono sia per i pagamenti diretti
(Reg. 1307/2013) sia per lo sviluppo rurale
(Reg. 1305/2013).

Le norme della condizionalità sono previste
dal Reg. 1306/2013 e sono applicate a livello
di stati membri con appositi provvedimenti
nazionali. La competenza è affidata al Ministero
delle Politiche Agricole Alimentari e
Forestali e alle Regioni. Le disposizioni applicative
della condizionalità, a livello nazionale,
sono state emanate con il decreto ministeriale
n. 180 del 23 gennaio 2015 e saranno
completate con i provvedimenti regionali.

CGO e BCAA

Il Reg. 1306/2013 stabilisce che ogni agricoltore
beneficiario di pagamenti diretti è
tenuto a rispettare due categorie di requisiti
(tab. 1):

1. Criteri di Gestione Obbligatori (CGO);

2. mantenimento del terreno in Buone Condizioni
Agronomiche e Ambientali
(BCAA).

I CGO sono rappresentati da 13 direttive e
regolamenti
comunitari, di cui la maggior
parte già in vigore da molti anni, il cui rispetto
è soggetto a controllo.

Le Bcaa sono 7 norme e rappresentano le
condizioni agronomiche e ambientali minime
in cui dovrebbero essere tenuti i terreni
agricoli. Le Bcaa da rispettare sono di natura
agronomica (erosione, regimazione delle
acque superficiali, struttura e fertilità dei
terreni) e ambientale (gestione del set aside,
copertura minima del suolo, mantenimento
degli elementi caratteristici del paesaggio),
per evitare rischi di deterioramento del suolo
e degli habitat.

CGO e BCAA sono classificati in tre settori:

1. ambiente, cambiamenti climatici e buone
condizioni agronomiche del terreno;
2. sanità pubblica, salute degli animali e delle
piante;

3. benessere degli animali.

I tre settori sono a sua volta suddivisi in 9 temi:

1. acque;

2. suolo e stock di carbonio;

3. biodiversità;

4. livello di mantenimento minimo dei paesaggi;

5. sicurezza alimentare;

6. identificazione e registrazione degli animali;

7. malattie degli animali;

8. prodotti fitosanitari;

9. benessere degli animali.

I CGO includono obblighi già noti agli agricoltori,
come la norme sul’immissione sul mercato
dei prodotti fitosanitari e sulla identificazione
e registrazione degli animali.

Dov’è allora la novità? Una disposizione
presente nella condizionalità sarà soggetta
ai controlli della Pac e gli agricoltori
inadempienti saranno sanzionati con una
riduzione dei pagamenti diretti.

Come già detto, la condizionalità era già presente
nella vecchia Pac e oggi è stata alleggerita;
infatti i precedenti 19 CGO sono stati
ridotti a 13; le BCAA sono state ridotte da 14
a 7 norme.

Ad esempio nella nuova condizionalità non
esistono più alcune norme, come la densità
minima di bestiame
e la norma sull’avvicendamento
delle colture
, che fino al 2014 impediva
la monosuccessione di cereali per un
periodo superiore a 5 anni.

Le BCAA

Gli impegni per il mantenimento dei terreni in
Bcaa sono differenziati per tipologia di uso
del terreno (tab. 2):

– tutte le superfici agricole;

– seminativi;

– superfici non più utilizzate a fini produttivi
(set aside).

A titolo di esempio riportiamo la BCAA 1 relativa
all’Introduzione di fasce tampone lungo
i corsi d’acqua.

Obbligo delle fasce tampone

Uno degli obblighi della condizionalità è l’introduzione
di fasce tampone lungo i corsi
d’acqua (BCAA 1); la norma era prevista nella
Pac precedente, già dal 2012.

Al fine di proteggere le acque superficiali
e sotterranee dall’inquinamento derivante
dalle attività agricole, la norma BCAA 1 prevede:

– il rispetto del divieto di fertilizzazione sul
terreno adiacente ai corsi d’acqua;

– la costituzione/non eliminazione di una fascia
stabilmente inerbita di larghezza pari
a 5 metri.

Il divieto di fertilizzazione riguarda i fertilizzanti
inorganici entro cinque metri dai corsi
d’acqua. L’utilizzo dei letami e dei materiali ad
esso assimilati, nonché dei concimi azotati
e degli ammendanti organici, è soggetto ai
divieti spaziali stabiliti dal DM 7 aprile 2006.

Nel caso di assenza della fascia inerbita in
corrispondenza dei corpi idrici superficiali di
torrenti, fiumi o canali, l’agricoltore è tenuto alla sua costituzione; i corpi idrici
soggetti al presente vincolo sono quelli individuati
ai sensi del D. Lgs. 152/2006.

L’ampiezza della fascia inerbita viene misurata
prendendo come riferimento il ciglio di
sponda
; i 5 metri di larghezza devono considerarsi
al netto della superficie eventualmente
occupata da strade, eccetto i casi di
inerbimento, anche parziale, delle stesse.

Per fascia inerbita si intende fascia stabilmente
inerbita spontanea o seminata di larghezza
pari a 5 metri, che può ricomprendere
anche specie arboree o arbustive qualora
presenti, adiacente ai corpi idrici superficiali
di torrenti, fiumi o canali (fig. 2).

L’ampiezza della fascia tampone viene misurata
prendendo come riferimento il ciglio
di sponda
; i 5 metri devono considerarsi al
netto della superficie eventualmente occupata
da strade, eccetto i casi di inerbimento,
anche parziale, delle stesse.

L’obbligo delle fasce tampone riguarda tutte
le superfici agricole. Sono esclusi dall’obbligo
delle fasce tampone
i seguenti corsi
d’acqua:

– scoline e fossi collettori (fossi situati lungo
i campi coltivati per la raccolta dell’acqua
in eccesso) ed altre strutture idrauliche artificiali,
prive di acqua propria e destinate alla raccolta e al convogliamento di acque
meteoriche, presenti temporaneamente;

– adduttori d’acqua per l’irrigazione: rappresentati
dai corpi idrici, le cui acque sono
destinate soltanto ai campi coltivati;

– pensili: corpi idrici in cui la quota del fondo
è superiore rispetto al campo coltivato;

– corpi idrici provvisti di argini rialzati rispetto
al campo coltivato che determinano una
barriera tra il campo e l’acqua.

Sulla superficie occupata dalla fascia inerbita
è vietato effettuare le lavorazioni, escluse
quelle propedeutiche alla capacità filtrante
della fascia inerbita esistente e alla riduzione
del rischio di incendi. Sono comunque escluse tutte le lavorazioni che eliminano, anche
temporaneamente, il cotico erboso, con
eccezione per le operazioni di eliminazione/
reimpianto di formazioni arbustive o arboree,
le quali vanno condotte con il minimo
disturbo del cotico; in ogni caso, è fatto salvo
il rispetto della normativa vigente in materia
di opere idrauliche e regime delle acque
e delle relative autorizzazioni, nonché della
normativa ambientale e forestale.

Gli impegni sono soggetti a deroghe nel
caso di risaie e nel caso dei corsi d’acqua
“effimeri” ed “episodici” ai sensi del D.M.
16/06/2008 n. 131, come caratterizzati dalle
Regioni e Provincie Autonome nelle relative
norme e documenti di recepimento.

La deroga all’impegno della costituzione di
fasce inerbite è ammessa nei seguenti casi:
particelle agricole ricadenti in “aree montane”,
terreni stabilmente inerbiti per l’intero
anno solare, oliveti; prato permanente.

Le sanzioni

L’agricoltore che non rispetti le regole di
condizionalità è soggetto ad una sanzione
amministrativa a valere sui pagamenti diretti.

La riduzione o esclusione è applicata in relazione
a tutte le domande di aiuto o di pagamento
presentate dall’agricoltore nel corso
dell’anno.

La riduzione od esclusione si applica esclusivamente
qualora l’inadempienza sia imputabile
ad atti od omissioni direttamente
attribuibili al beneficiario e qualora una o
entrambe le condizioni aggiuntive seguenti
siano soddisfatte:

a) l’inadempienza è connessa all’attività agricola
del beneficiario;

b) è interessata la superficie dell’azienda del
beneficiario.

La responsabilità dei controlli è affidata agli
Organismi Pagatori che possono affidare ad
enti di controllo specializzati l’esecuzione e
la verifica di tutti o di parte dei relativi controlli.

Allegati

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