Con il biogas costi energetici azzerati

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L’esperienza dell’azienda zootecnica dei fratelli Aceto che ha costruito un impianto da 1 MW in provincia di Cosenza

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Quando un’azienda non vuol buttar nulla e riutilizzare tutto per abbassare i costi e ottimizzare la gestione. È il caso dell’azienda agricola zootecnica dei fratelli Renato e Franco Aceto in provincia di Cosenza. Divisa tra l’inizio e il cuore della Valle del Crati, tra Montalto Uffugo e Bisignano, dove gli scarti della grossa azienda zootecnia con allevamenti di vacche da latte da “problema maleodorante” sono diventati una risorsa. Energia anzi bioenergia. Un modo per migliorare le condizioni «igienico sanitarie dell’area dove è ubicata l’azienda – racconta Franco Aceto, ingegnere prestato all’agricoltura – attraverso un incremento più che sensibile dell’efficienza nell’abbattimento degli odori e della carica batterica dei reflui trattati, divenendo in seguito una fonte di reddito per l’azienda, grazie alla produzione di energia elettrica immessa in rete, e energia termica utilizzata nelle attività aziendali».

L’azienda Aceto specializzata nel settore zootecnico da latte con un allevamento di circa 2.000 bovini di razza frisona e con una produzione di circa 270 quintali di latte al giorno e 500 vitelloni annui, muove i primi passi nel settore dell’energia alternativa intorno al 2010. In quell’anno ricordano i titolari Renato e Franco Aceto, è stato ultimato e messo in funzione un impianto con una capacità produttiva di 250 kWh. Due anni dopo, ad agosto del 2012 viene realizzato un ampliamento della struttura arrivando ad una capacità produttiva di 970 kWh.

«L’impianto si pone come una struttura che non solo è in grado di produrre energia da fonte rinnovabile, ma è uno strumento necessario al processo aziendale nell’ottimizzazione dell’utilizzo agronomico dei liquami di stalla» ricorda Franco Aceto.

La consistenza dell’azienda zootecnica e le dimensioni aziendali, circa 370 ha prevalentemente a seminativi e uliveti (vedi figura), hanno permesso la realizzazione di un impianto biogas adeguato. L’azienda usufruisce del conto energia con il Gse e ha una capacità produttiva di circa 7,76 milioni di kWh/anno. Questo consente una integrazione al reddito aziendale, garantito dal conferimento fissato per legge per un periodo di quindici anni.

 

 

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