Con gli erbicidi residuali è tutto più semplice sul mais

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Sul pre-emergenza si basano ancora la maggior parte delle strategie. Ecco perché

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Mais, una coltura “originale”, anche nel diserbo. Al contrario di molte altre importanti specie agrarie, qui infatti sono ancora la stragrande maggioranza le superfici interessate al controllo delle infestanti con trattamenti ad azione preventiva mediante l’impiego di erbicidi ad azione residuale. Grazie alla disponibilità di principi attivi caratterizzati da elevata e costante attività nei confronti della maggior parte delle specie a ciclo annuale sia graminacee che dicotiledoni, comprese numerose malerbe ruderali e di sostituzione, tali interventi sono ancora particolarmente apprezzati dai maiscoltori per l’estrema semplificazione di tutta la successiva gestione delle infestazioni. Il mantenimento delle aree diserbate preventivamente è anche un fattore positivo in prospettiva anti-resistenza, evitando un pericoloso e reiterato impiego degli erbicidi di post-emergenza appartenenti ad una delle famiglie più a rischio, quali le solfoniluree ad azione graminicida, con già numerose segnalazioni di popolazioni di Echinochloa crus-galli non più sensibili alle stessi.

I quattro vantaggi

Il successo delle strategie che prevedono applicazioni con erbicidi ad azione residuale è favorito da svariate motivazioni di carattere tecnico quali:

estrema sensibilità della coltura alla presenza di elevati livelli di infestazione soprattutto nel periodo critico che va dall’emergenza alle prime quattro foglie delle piante di mais;

ampio spettro d’azione e prolungata persistenza d’azione;

finestra applicativo molto ampia, partendo immediatamente dopo la semina e fino alle 2-3 foglie della coltura;

attività specifica molto elevata su alcune infestanti chiave (graminacee annuali, Abutilon, poligonacee, ecc.).

Gli interventi preventivi vedono aumentare in maniera consistente la loro importanza in particolare nelle aree in cui si privilegiano semine molto anticipate nel mese di marzo, dove si dovranno gestire tutte le infestanti sia a sviluppo di fine inverno che delle specie a ciclo primaverile-estivo. Pur avendo a disposizione erbicidi di post-emergenza molto efficaci e che possono risolvere tutte le situazioni con una buona tempestività degli interventi, con l’adozione di strategie “solo post” si può correre il rischio, in caso di avverso andamento, che la situazione possa sfuggire di mano. Con sufficienti condizioni di umidità dopo la semina e con l’impiego delle più efficaci miscele ad azione preventiva in molte situazioni l’efficacia erbicida è già agronomicamente sufficiente anche con il solo contributo delle successive sarchiature degli spazi interfilari e qualora si rendessero necessari interventi complementari questi sono spesso finalizzati al controllo delle sole infestanti a ciclo perenne con l’adozione di programmi semplificati e poco onerosi. Altro vantaggio …

 

*Ricerca & Sviluppo Terremerse Soc. Coop. – Bagnacavallo (Ra)

 

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