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Servizi / L'esperto risponde

02 febbraio 2012

Comproprietà di una superficie destinata ad aia

Consiglio per una divisione amichevole

Sono comproprietario con altri due soggetti di una superficie destinata ad aia comune.
Il vicino si oppone a questa divisione.
L’aia comune non ha più ragione di esistere in quanto i terreni circostanti sono oggi tutti edificabili e le superfici agricole a cui era destinata non esistono più.
Un vicino si oppone alla divisione, ne ha diritto?
Sostiene che a lui questa divisione non serve e se si vuole fare lui non si oppone purchè venga sollevato da tutte le spese a cui si andrebbe incontro.
Se si dovesse ricorrere al giudice per ottenere la divisione, indicativamente, quanto tempo potrebbe essere necessario per ottenere una sentenza e quanto costerebbe l’intera operazione tra tecnici e notaio?



Il terzo comproprietario non può opporsi alla divisione o pretendere di non partecipare alle spese, nel senso che gli altri comproprietari (ma basterebbe anche l’iniziativa di uno solo) possono sempre rivolgersi al giudice per ottenere una sentenza che ordini la divisione e attribuisca in proprietà esclusiva i singoli appezzamenti di terreno risultanti.
Sentenza che, ovviamente, provvederà anche alla ripartizione delle spese, anche ponendole eventualmente in maggior misura a carico di chi ha proposto una ingiustificata opposizione.
Qui tuttavia cominciano i guai, perché le ultime domande del lettore sono a risposta impossibile, sia per la durata del procedimento sia per i costi.
Ovviamente questi ultimi dipendono dalle parcelle degli avvocati e dei tecnici (d’ufficio e di parte),e queste a loro volta (in particolare quelle degli avvocati) possono lievitare anche di molto se la litigiosità delle parti allunga la durata (comunque quasi mai breve) del processo, magari con ricorsi in appello e in cassazione.
L’unico suggerimento valido è di fare capire al comproprietario renitente che col suo rifiuto (che comunque non può bloccare chi vuole la divisione) e col suo desiderio di evitare spese corre il rischio di decuplicare (se va bene) quelle che gli toccherebbero in una divisione amichevole.


Risposta a cura di: Francesco Mario Agnoli

TAG: normativa, terreni agricoli


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