Comagri Report 2015, l’Europa difenda gli standard di qualità

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Focus sul primo anno di legislatura. Il coordinatore Paolo De Castro sulle attività svolte dalla Commissione Agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo

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«Questo primo anno della nuova legislatura ci ha visto impegnati su temi di grande rilevanza e prospettiva». Con queste parole il coordinatore S&D Paolo De Castro apre il confronto sulle attività svolte dalla Commissione Agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo. L’edizione 2015 del tradizionale Comagri Report, presentata a Roma nella sede del palazzo della Cooperazione, ha messo in evidenza le priorità e le criticità a livello europeo di un settore, quello agroalimentare, in continua evoluzione. Durante il dibattito grande attenzione si è dedicata agli accordi di libero scambio, con particolare riferimento al Ttip tra Usa e Ue: «abbiamo davanti a noi un’enorme opportunità di crescita per le nostre produzioni di qualità – ha sottolineato De Castro –. Serve però un maggior protagonismo europeo per far sì che i negoziati si concludano in maniera positiva e in tempi brevi. L’agroalimentare dell’Unione ha un ruolo centrale nelle trattative e, in questa cornice, la tutela delle Indicazioni Geografiche è un passaggio obbligato per il buon esito dell’accordo». In sostanza, sono tre gli obiettivi sui quali lavorare: garantire trasparenza al consumatore statunitense, proteggere le nostre eccellenze e i produttori, combattere l’Italian sounding. «Ma per raggiungere questi traguardi l’Italia deve partecipare di più e più efficacemente ai tavoli internazionali. Qualora non dovessimo siglare questa partnership – ha proseguito De Castro – si aprirebbe uno scenario molto incerto, in cui l’accordo (già firmato) tra Usa e 11 paesi del Pacifico (Tpp), rischierebbe di delineare regole e standard inferiori ai nostri, ai quali dovremmo necessariamente sottostare per rimanere competitivi». Un’incertezza che il nostro Made in Italy non può decisamente permettersi. Rafforzare la nostra leadership in Europa è necessario per dare forza all’intero comparto, e non solo, come ha sottolineato anche il Presidente di Alleanza Cooperative Italiane Giorgio Mercuri. Positivo, in tal senso, il recente accordo sulla proposta di regolamento per il nuovo schema relativo alla distribuzione di frutta e latte nelle scuole primarie. Grazie a questo accordo, l’Italia potrà contare infatti su 148,2 milioni di euro in sei anni. Un successo importante che, grazie al contributo della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, vedrà l’obbligo per gli Stati membri di destinare una quota (massimo il 15% del budget disponibile) a programmi di educazione alimentare rivolti ai bambini. «Contribuire a ‘iniziare’ i più giovani a una sana ed equilibrata cultura alimentare – ha spiegato De Castro – è il primo passo per fornire ai piccoli cittadini europei tutti gli strumenti per diventare in futuro dei consumatori attenti e consapevoli».
Sulla questione ‘giovani’ è intervenuta anche la capogruppo pd in Commissione Agricoltura del Senato Maria Teresa Bertuzzi, che ha spiegato quanto le scelte nazionali sulla Pac e altri interventi del governo abbiano restituito al settore agricolo forza e appeal per le nuove generazioni.
Sulle risorse di sviluppo a livello regionale, e in particolare sulla farraginosità dei meccanismi burocratici, è intervenuto Leonardo Di Gioia (assessore Agricoltura Regione Puglia e coordinatore Commissione Agricoltura Conferenza Stato-Regioni), ricordando che il rischio potenziale di perdere risorse è sempre imminente, a causa delle complessità intrinseche del sistema che va semplificato. In conclusione, De Castro ha affrontato il capitolo relativo all’agricoltura biologica, ricordando la positiva approvazione avvenuta lo scorso ottobre della relazione sulla proposta di regolamento della Commissione europea riguardo produzione ed etichettatura dei prodotti agroalimentari biologici. «Anche se purtroppo – ha evidenziato De Castro – non siamo riusciti a rimuovere l’obbligo per le imprese zootecniche biologiche di rifornirsi di mangimi prodotti entro un raggio di 150 km dall’azienda. Contiamo che durante i triloghi venga definitivamente eliminato».

 

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