Collegato, l’agricoltura cambierà faccia

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Dopo tre anni ok definitivo al provvedimento. Parole d’ordine: semplificazione, innovazione e ricambio generazionale. Restano le incognite deleghe e tempi di attuazione

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Con il secondo passaggio al Senato si è concluso il 5 luglio scorso, in maniera definitiva, l‘iter legislativo del disegno di legge definito “Collegato agricoltura” che il Governo in carica aveva ereditato dal precedente Governo Letta. In definitiva sono serviti 990 giorni, tre anni circa, per approvare il disegno di legge; la prima approvazione del Senato era arrivata circa un anno fa ma il provvedimento era tornato alla Camera per alcune variazioni introdotte dai senatori. La Camera a sua volta aveva apportato altre variazioni che hanno richiesto una seconda lettura da parte dell’Assemblea di Palazzo Madama per arrivare oggi all’approvazione definitiva.

Il collegato dà una prima svolta per la semplificazione in quanto vengono tagliati da 180 a 60 giorni i tempi per aprire un’azienda agricola e vengono ridotti anche i termini del silenzio assenso entro cui l’amministrazione deve adottare il provvedimento finale dal ricevimento della richiesta presentata dal Centro di assistenza agricola (Caa). Sempre per agevolare e semplificare gli adempimenti per l’agricoltore, cancellato il fascicolo aziendale per i produttori di olio fino a 350 kg. Semplificazione anche per i prodotti bio, con la creazione del Sistema informativo per il biologico.

 

Banca delle terre agricole

Un altro capitolo importante riguarda i giovani e la possibilità di avviare un’attività d’impresa. Al Governo è data una delega per disciplinare le forme di affiancamento tra agricoltori over 65 e under 40 che non devono però essere proprietari di terreni. Nello stesso ambito si colloca l’istituzione, presso Ismea, della Banca delle terre agricole per creare un inventario dei terreni disponibili a causa dell’abbandono dell’attività agricola e dei prepensionamenti.

 

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