martedì, 07 febbraio 2012
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CLIMATIZZAZIONE. Fresco e caldo: le scelte vincenti degli allevatori

Soluzioni costruttive di successo adottate da tre allevamenti dell’area padana

CLIMATIZZAZIONE. Fresco e caldo: le scelte vincenti degli allevatori

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filiere agricole, scienza veterinaria, zootecnia




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I suini soffrono per l’effetto combinato di alte temperature e di elevata umidità dell’aria e numerosi studi a livello internazionale confermano che si può arrivare ad una riduzione media dell’accrescimento ponderale pari a 25 g/ giorno per ogni grado di incremento della temperatura dell’ambiente di allevamento.

Situazioni critiche cominciano a manifestarsi negli allevamenti da ingrasso, secondo Francesco Da Borso dell’università di Udine già con temperature di 26°C e con umidità relativa del 70%: queste condizioni diventano di pericolo se la temperatura sale a 28°C e addirittura scatta l’emergenza se si arriva a 30°C alle stesse condizioni di umidità relativa.

Dunque, gli allevatori debbono mettere in atto tutta una serie di accorgimenti costruttivi e strutturali oltre che affidarsi a tecnologie di raffrescamento dell’aria per consentire agli animali di vivere in un ambiente con un buon grado di benessere.

Attenzione all’orientamento delle strutture

Un primo aspetto da considerare in fase di progetto, come sottolinea Pierluigi Navarotto dell’università di Milano, è prima di tutto l’orientamento dei ricoveri poiché l’irraggiamento solare determina un innalzamento della temperatura di tetto e pareti che porta ad un trasferimento del calore dall’esterno all’interno della struttura. L’orientamento più efficace per limitare l’irraggiamento corrisponde ad un orientamento est-ovest dell’asse maggiore per rendere minime le superfici più esposte al sole, mentre i lati maggiori meno esposti possono comunque essere opportunamente schermati.

Secondo punto importante è l’elevato grado di isolamento termico dei materiali costruttivi che corrisponde alla cosiddetta “capacità termica dell’edificio” che non è altro che il potere della parete di immagazzinare calore e di cederlo ad una temperatura più bassa.

Materiali “pesanti” e lo strato che fa da “barriera vapore”

Pertanto è consigliabile orientarsi su pareti pesanti per riuscire a smorzare il calore e mantenere all’interno del ricovero condizioni ambientali costanti. Un accorgimento che offre buoni risultati è l’inserimento nella parete del ricovero di uno strato impermeabile detto “barriera vapore” utilizzando ad esempio un foglio di polietilene che garantisce un ottimo isolamento ai materiali. Questo sistema è importante anche per il soffitto dove si forma la caratteristica cappa calda, cioè la stratificazione di aria più calda e anche più umida.

Detto questo per il guscio esterno, non c’è dubbio che l’allevatore debba dotare il ricovero di attrezzature che garantiscano sia il ricambio dell’aria sia il raffrescamento.

Ventilazione naturale dalle aperture laterali
La ventilazione naturale consiste in un flusso di aria che entra dalle finestre laterali lungo le pareti dell’edificio e che esce dalle aperture sul colmo del tetto. Le tipologie di finestre montate negli edifici che ospitano i suini possono essere ad alette, a vasistas, a bilico con comandi automatizzati di apertura e di chiusura regolati da apposite centraline in funzione delle condizioni climatiche. Il principale difetto della ventilazione naturale è che ben difficilmente si riesce ad assicurare il mantenimento di condizioni costanti di temperatura.

Sistemi di ventilazione artificiale
La ventilazione artificiale può essere attuata con ventilatori meccanici e con sistemi in pressione o in depressione attraverso ventilatori immissori o estrattori di aria. I primi vengono collegati ad una canalizzazione rigida o flessibile che provvede alla distribuzione uniforme dell’aria. Il sistema con estrattori è quello più diffuso disponendo i ventilatori estrattori e in opportune posizioni le aperture di ingresso dell’aria.

Infine il raffrescamento che è affidato a svariate situazioni impiantistiche, la più diffusa delle quali è il cooling cioè l’evaporazione di acqua nell’aria per abbattere le punte di calore. Vediamo ora alcune soluzioni operative adottate in tre allevamenti dell’area Cremona-Brescia.
 



da: Suinicoltura n.5/2010 - Roberto Bartolini
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