Ceta al via dal 1° aprile, ma resta l’incognita “ratifica”

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Da parte degli Stati membri. Previsto un risparmio di oltre 500 milioni di €/anno dal taglio dei dazi doganali

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Il Parlamento europeo nella Plenaria del 15 febbraio ha approvato l’accordo tra Ue e Canada, meglio conosciuto con l’acronimo Ceta, con 408 voti a favore, 254 voti contrari e 33 astensioni.
Dopo le polemiche sull’accordo con gli Usa, che appare ormai congelato con scarse o nulle possibilità di ripresa del negoziato specie dopo le dichiarazioni non certo favorevoli a tali tipi di accordo pronunciate dal nuovo Presidente degli Usa Donald Trump, il voto favorevole del Pe sul Ceta ha assunto un grande valore politico.
L’accordo potrebbe entrare in vigore, seppure in modalità provvisoria, sin dal prossimo 1° aprile in quanto l’approvazione del Pe dovrebbe evitare che alcune norme per divenire esecutive debbano essere approvate dai singoli parlamenti nazionali ove è alto il rischio che non vengano ratificate. D’altra parte fu la stessa Commissione a dichiarare a luglio 2016 che il Ceta è un tipo di accordo misto per cui alcune norme devono essere approvate solo dal Parlamento europeo e altre devono essere invece ratificate dai singoli Stati membri. Tale dichiarazione venne fatta all’indomani della firma dell’accordo ma anche del voto inglese sulla Brexit, per cui si temeva che subordinare l’entrata in vigore del Ceta alla ratifica di tutti e 28 gli Stati membri avrebbe concretamente rischiato di rinviare sine die l’entrata in vigore di questo importante accordo che non è solo commerciale.
Della questione è stata investita, anche se non direttamente, la Corte di Giustizia con riferimento al trattato tra Ue e Singapore che ugualmente è stato definito a carattere misto. La sentenza è attesa proprio in aprile prossimo e le conclusioni dell’Avvocato generale già presentate, fanno temere che la Corte potrebbe affermare che gli accordi misti richiedono la doppia approvazione comunitaria e nazionale, e quindi respingere l’entrata in vigore provvisoria dopo il voto del Pe, lasciando la piena e unica applicazione solo a seguito delle approvazioni dei singoli parlamenti nazionali…

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