Cereali. Prezzi nazionali e mondiali a confronto (dal 5 all’11 luglio 2013)

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Frumento tenero

ITALIA

il sensibile calo di dei prezzi che da settimane si registra in Europa, si manifesta con prepotenza nelle prime quotazioni. A sfavore di una migliore tenuta gioca la non perfetta qualità del nuovo raccolto, e la pressione dell’offerta comunitaria. In buona parte chiarito il livello della campagna 2013, i molini si orientano a coprire le posizioni, ma l’offerta resta limitata in attesa di capire il reale collocamento qualitativo del raccolto. In poco più di 20 euro/t si collocano tutte le classi, dai rossi di forza, 225 €/t partenza, ai misti “mercantili”, sui 200 €/t. Gli “spring” Nord Americani si consolidano sui 290-295 €/t partenza porto.

 

Frumento duro


ITALIA

se le rese e la qualità al Sud sono “nella media”, al Centro Nord si nota un’evidente problema di volpatura, con aree penalizzate dalle recenti piogge con basso peso specifico e vitrosità sotto il 60%; sembra rientrato il rischio “DON”. La qualità non perfetta apre il dibattito sullo “spread tra un Fino (ma con 8-10% di volpati) ed un buono mercantile. Al momento si decide di quotare solo il Fino con forte differenze tra Sud (sui 270 reso molino) ed il Centro-Nord (sui 280 partenza). Con una produzione attorno ai 3,5 mio/t e un problema qualità al Centro-Nord, ci si attende già dalle prossime settimane un mercato molto vivace e fortemente correlato ai segnali che arriveranno dalle piazze Europee e mondiali.

 

Mais


ITALIA

le prospettive ed il trend di mercato parlano sempre meno Italiano, con crescente pressione degli operatori esteri a dirigere l’evoluzione dei prezzi sempre più verso i 200 €/t. Nonostante le attese di un raccolto 2013 migliore rispetto al 2012, ma nettamene inferiore alla media degli ultimi anni, permane tra gli operatori l’influsso ribassista anche derivante dal crollo dei pezzi dei cereali a paglia. La domanda è cauta ed alla giornata, rassicurata da un’offerta Ucraino-Ungherese ben presente ed aggressiva. Milano e Bologna perdono 4-5 €/t con il nazionale arrivo sui 225 €/t.

 

Cereali foraggeri e oleaginose


ITALIA

Cereali Foraggeri: la produzione di orzo è stata inferiore alle attese, mentre potrebbe comparire del tenero foraggero se le condizioni climatiche al Centro-Nord restassero negative. Le incertezze non disorientano il mercato che resta ribassista e sotto pressione dall’import: l’orzo nazionale vale sempre sui 186-198 €/t arrivo, il tenero apre sui 200 partenza ed il sorgo resta non quotato.

Oleaginose:
le positive notizie dal Brasile si combinano con i dubbi sulle rese in USA ed il cambio €/$ sempre più volatile. La soia dalle Americhe torna sui 490 €/t (+5) partenza; l’Ucraina si mantiene a sconto di 5 €/t.

 

Il commento completo sui prezzi europei e mondiali su Terra e Vita.

 


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