Cereali. Prezzi nazionali e mondiali a confronto (dal 30 gennaio al 5 febbraio 2015)

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Frumento tenero

ITALIA

il rallentamento della domanda di farine si somma con l’ampia offerta da ogni origine e sulle piazze Italiane è debolezza. Calano i misti, che perdono definitivamente quota 200 €/t partenza, ma anche i grani superiori e di forza (-2 €/t) sotto la pressione delle origini comunitarie. Il momento di stanca è atteso durare ancora qualche settimana per poi arrivare ad un consolidamento; determinate saranno le notizie agronomiche sul nuovo raccolto dopo le (attese) nevicate al Nord. In sensibile flessione di 2-6 €/t anche i grani esteri e gli “spring” Nordamericani.

 

Frumento duro


ITALIA

senza più indugi, ma con un anticipo di qualche mese, le quotazioni continuano la tendenza ribassista. La domanda ha discrete coperture di nazionale e non trova difficoltà a reperire sul mercato estero quello che abbisogna in termini di volumi e qualità; l’offerta colloca senza affanno il poco che resta, subendo i prezzi del mercato. Il nuovo raccolto è visto in ottime condizioni agronomiche e questo contribuisce a deprimere le piazze che da Milano a Foggia consolidano quotazioni all’insegna del meno 5-7 €/t con il “Fino” basso proteico è attorno ai 355 partenza ed i mercantili a sconto di 10-20 €/t.

 

Mais


ITALIA

arriva l’inverno ma non è sufficiente ad invertire il trend ribassista imposto dall’eccesso di offerta intra-comunitaria e dagli arrivi di prodotto dal Mar Nero. La domanda rallenta la pressione e, in assenza di merce nazionale “idonea al 100%” si rivolge sempre più verso le alternative da taglio; l’offerta, soprattutto delle aree con minore qualità, immette prodotto ai prezzi indicati dalle mercuriali. Al Nord il mais nazionale quota sui 150-155 €/t arrivo, il comunitario a premio di 20 €/t e l’Ucraino di oltre 30 €/t.

 

Cereali foraggeri e oleaginose


ITALIA

Cereali Foraggeri: condizioni di debolezza generalizzate per tutte le categorie con limitata domanda ed aggravata da un’offerta intra-comunitaria e dall’estero (con dollaro calante) che non danno tregua. L’orzo vale sui 196 €/t (-2) su Bologna; i teneri sotto i 199 €/t arrivo Nord, ed il sorgo bianco sui 169 €/t (-3) partenza.
Oleaginose: il lieve rafforzamento dei prezzi mondiali (in dollari) di fatto consolida la soia nazionale su livelli di 366 €/t partenza, con l’estera confermata sui 378 €/t ed il girasole a 280 €/t.

 

Il commento completo sui prezzi europei e mondiali su Terra e Vita.

 


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