Cereali. Prezzi nazionali e mondiali a confronto (dal 28 settembre al 4 ottobre 2012)

TV_12_41_Graf_Tenero

Frumento tenero

ITALIA

dopo le incertezze delle ultime settimane sulle possibilità di accedere a prezzi convenienti sui mercati esteri, sulle piazze nazionali si respira aria di consolidamento dei mercati. La domanda trova senza grosse difficoltà volumi e qualità richiesta e l’offerta di prodotto nazionale o nazionalizzato resta ben presente. Il secondo trimestre di campagna sembra essersi abbastanza delineato sui valori che le mercuriali di Bologna e Milano confermano da settimane; unica lieve volatilità per i grani di forza esteri per effetto cambio e speculazione oltre oceano.

 

Frumento duro


ITALIA

con gli arrivi di merce estera in calo, la pressione della domanda si riversa nuovamente sul nazionale con l’offerta che gradualmente torna su posizioni di attesa. Le richieste di merce dal sud condizionano le quotazioni delle regioni del centro Italia, mentre al Nord i giochi sono pressoché fatti. I molini cercano qualità medio-basse per limitare al massimo i prezzi della miscela di macinazione; l’offerta di merce “generica” Italiana si riduce drasticamente, mentre sono offerte partite di francese di bassa qualità. Bologna e Milano confermano le quotazioni con lontani segnali di consolidamento; le origini comunitarie ed estere sono ancora più costose.

 

Mais


ITALIA

ancora devastante l’effetto delle importazioni dall’Ucraina, con la disponibilità dal Centro Europa che si incrementa in parallelo ad una domanda che attua strategie di acquisto “mirate” e solo sul breve periodo (molti hanno in essere coperture sul medio periodo). A volere estendere le coperture la merce esisterebbe, ma gli utilizzatori non vogliono perdere l’opportunità di futuri cali e rallentano gli acquisti. Milano e Bologna si allineano con cali rispettivamente di 9 e 4 euro/t per un prezzo arrivo sui 247-248 €/t; il comunitario resta a premio di circa 35 €/t.

 

Cereali foraggeri e oleaginose


ITALIA

Cereali Foraggeri: l’intero comparto vive ancora l’effetto “mais”, prima aumentando i prezzi per poi calarli ad arte. Il tenero è tutto d’importazione e vale sui 260; l’orzo da settimane è senza variazioni mentre il sorgo è in lenta contrazione. Il tenero vale sui 269 €/t (inv) arrivo, l’orzo è a 247 €/t arrivo ed il sorgo bianco vale 258 €/t (-12) partenza.

Oleaginose:
le prospettive per la soia e colza sono migliorate come produzione e peggiorate come consumi/export. Bologna fa registrare un meno 20€/t e Milano meno 7-15 €/t, con il prezzo del nazionale che apre sui 530-535 €/t.

 

Il commento completo sui prezzi europei e mondiali su Terra e Vita.

 


Pubblica un commento