Cereali. Prezzi nazionali e mondiali a confronto (dal 19 al 25 ottobre 2012)

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Frumento tenero

ITALIA

l’annunciata chiusura dell’export Ucraino si ripercuote sulle nostre piazze sempre più dipendenti dalle forniture comunitarie ed estere. Gli scambi di nazionale “di forza” continuano anche per la stabilità delle quotazioni dei primaverili esteri solo in parte influenzati dall’evoluzione valutaria. L’andamento delle altre tipologie di grano sono influenzate dagli umori degli operatori, oggi convinti che il mercato possa apprezzarsi sotto la spinta della minore offerta dal Mar Nero; sempre buona la disponibilità di merce sui porti. Ancora una volta le quotazioni sulle piazze si Bologna e Milano si confermano per tutte le categorie e classi ma potrebbe cambiare.

 

Frumento duro


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il mercato entra il tipico scenario autunnale ove domanda e offerta si fronteggiano senza dare grossi riferimenti all’altra parte. Arrivi di merce estera al Sud calmierano la domanda sia sull’origine locale che dal Centro con molti operatori e molini che guardano al primo trimestre 2013. L’offerta, che avrebbe già “prezzato” circa un terzo della produzione, al momento non preme con l’idea che da Dicembre-Gennaio tornino prezzi più tonici; la domanda per contro crede in una maggiore offerta (rivendite?) di merce estera sul breve periodo a stabilizzare il mercato già dalle prossime settimane. Da Milano a Foggia si respira aria di “invariato”.

 

Mais


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si vivono di riflesso le vicende maidicole comunitarie e del Mar Nero, senza dimenticare il problema delle tossine che limita la commercializzazione del prodotto locale. Gli utilizzatori continuano ad acquistare regolarmente ma dettando rigidi vincoli sull’aspetto sanitario.; l’offerta resta ampia per la concomitanza di volumi sia dalla Comunità che dall’Ucraina. Milano e Bologna non variano le quotazioni del nazionale; origini comunitarie che tendono al allinearsi all’estero con premi sui 20 €/t.

 

Cereali foraggeri e oleaginose


ITALIA

Cereali Foraggeri: qualche apprensione da parte della domanda sul fatto che la chiusra dell’Ucraina inneschi speculazione sull’offerta estera e sui volumi da vendere giacenti ai porti. Il tenero e l’orzo sono rispettivamente sui 246 e 257 €/t arrivo; il sorgo è stabile seguendo gli umori del tenero sui 258 €/t partenza.

Oleaginose:
il panorama mondiale si consolida con assestamento delle quotazioni dopo i recenti (eccessivi?) cali. La soia a Bologna fa registrare un più 3 €/t e quota speculare Milano che passa un invariato: la nazionale vale sui 520-525 €/t partenza.

 

Il commento completo sui prezzi europei e mondiali su Terra e Vita.

 


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