Case IH, l’ora dei telescopici

NOVITÀ
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Cambiano i Magnum, cambiano le mietitrebbie, arrivano i telescopici: non è una rivoluzione, ma un’evoluzione certamente, quella che Case IH ha presentato nelle scorse settimane al suo Field Day in Francia. L’occasione, come sempre, per fare il punto sulle novità di uno dei costruttori più interessanti del panorama internazionale, sia per l’impegno nella ricerca sia per la reputazione di cui indubbiamente gode. Vediamo, allora, cosa proporrà ai suoi clienti a partire dal 2015, iniziando da un inedito assoluto: i sollevatori telescopici.

Un nuovo settore

Finora Case IH non offriva movimentatori telescopici; chi voleva un attrezzo di questo tipo doveva affidarsi, per restare nel gruppo Cnh, a New Holland. Il vuoto sarà colmato a partire dal 2015, quando arriveranno sul mercato i primi Farmlift. Che, sia chiaro, hanno praticamente tutto in comune con i sollevatori New Holland, colore a parte. Sei i modelli (ma in Italia, probabilmente, ne vedremo soltanto cinque): 525, 632 e 635, 735 e 742 e infine il più performante 935, capace di sollevare 35 quintali fino a 9 metri di altezza. I numeri nella sigla esprimono infatti, come si usa su queste macchine, l’altezza massima e la portata del braccio. Il motore è, per tutti, un Fpt 4 cilindri, che sviluppa 120 o 143 cavalli di potenza massima con ventola reversibile optional. Da notare soprattutto, però, la trasmissione: in un settore in cui il 90% dei mezzi è mosso da motori idrostatici, Case IH ha scelto invece una trasmissione meccanica con cambio powershift, 4×3 o 6×3 (a seconda dei modelli). Rispetto all’idrostatica, il cambio meccanico assicura maggior forza di spinta ed evita il pericolo di surriscaldamento dell’olio durante impegni prolungati e in trasporto. D’altra parte, però, nell’avvicinamento centimetrico è meno preciso rispetto all’idrostatica, che consente un avanzamento quasi impercettibile anche a regime motore elevato, proprio perché la trazione è scollegata dai giri del motore. Per ottenere un effetto paragonabile, Case IH ha montato sui suoi Farmlift il convertitore di coppia. Che è, in sostanza, una frizione idraulica grazie alla quale è possibile mantenere il mezzo fermo anche con un alto numero di giri e la marcia innestata, per esempio. Passando al braccio di sollevamento, troviamo che è alimentato da una pompa con 120 litri al minuto di portata e offre un’altezza massima di alzata fino a 9 metri (sul modello 935). Aspetto interessante è la testa (ovvero la parte ad angolo rispetto allo stelo) molto allungata, utile per riuscire a mettere balle di fieno sulla seconda fila, per esempio.
Concludiamo con la cabina: spazio adeguato, classica leva multifunzioni e aria condizionata soltanto nella parte bassa dell’abitacolo, per evitare danni alla salute dell’operatore.

Magnum, ennesima rinascita

Dopo aver prodotto il pezzo numero 150mila, Case rifà il look – e anche il motore – al suo portabandiera, il Magnum. Adattato ora alle emissioni Tier 4 final, il nuovo maxi-trattore arriva a 435 cavalli di potenza massima sulla versione 380, ma in generale tutte le potenze della gamma sono state ritoccate verso l’alto: trovate i dati tecnici in queste pagine. La novità principale è indubbiamente nel motore, che è per l’appunto un Tier 4 final. Arriva a rispettare l’ennesima restrizione in materia di emissioni con un Cursor 9 di ultima generazione: Scr, ovviamente, ma senza ricorso al ricircolo dei gas di scarico. Riesce invece a ridurre ulteriormente gli ossidi di azoto grazie a una turbina a geometria variabile che migliora l’efficienza del motore abbattendo le emissioni.
Le altre novità della gamma riguardano il serbatoio del gasolio, che è più grande, e la presa d’aria, sistemata a sinistra della cabina e non a destra: gli studi hanno infatti dimostrato che in quest’area raccoglie meno polveri e detriti. Abbiamo poi una nuova organizzazione delle luci e qualche intervento sui comandi del bracciolo multifunzioni, oltre alla riprogettazione dell’aria condizionata. La cabina, per il resto, resta quella di prima, con 3,1 metri cubi di volume e 6,4 metri quadrati di superficie vetrata. Visto anche il livello di rumore limitato a 67 decibel, non ha in fondo bisogno di grossi miglioramenti. Completiamo il quadro con la trasmissione, che sarà, ancora una volta, powershift oppure a variazione continua (identificata dalla sigla Cvx che accompagna il nome del trattore). Fa eccezione il solo Magnum 380, che non offre cambio powershift, ma soltanto Cvx. Quest’ultimo, al solito, ottimizza i consumi e riduce gli sprechi. Per esempio, raggiungendo i 40 km orari a meno di 1.500 giri del motore.
Le vendite inizieranno dalla tarda primavera del 2015, ma i nuovi Magnum saranno presentati già all’Eima 2014, dove si vedrà, probabilmente, anche un’anteprima assoluta: la versione semicingolata, con ruote anteriori e due cingoli triangolari posteriori.

Il rotore diventa ibrido

Saranno invece in commercio da settembre le nuove mietitrebbie della serie Axial Flow. Anche in questo caso si tratta, in realtà, di un’evoluzione delle serie 140 e 240, già sul mercato da tempo. Cominciamo ancora una volta dal motore, che è un Cursor 11 o 16, a seconda della potenza della macchina. Di nuovo, si rispettano le normative sull’inquinamento con il solo sistema Scr. In particolare, il Cursor 16 di Fpt rappresenta, dicono i progettisti, un piccolo miracolo di ingegneria (ne parliamo a parte, in queste pagine). La trasmissione è al solito idrostatica, con velocità massima di 30 km orari. Un aspetto molto interessante è quello del rotore, rinnovato rispetto alle versioni precedenti. Con il lancio delle nuove trebbie, infatti, si era passati da un rotore con mazze strette a uno con mazze più larghe, per aumentare la capacità di sgranatura. Con il rotore Small Tube, Case IH fa una parziale retromarcia, sperimentando una versione “ibrida”: mazze larghe nella prima parte del rotore, per avere più efficienza di trebbiatura, strette nel segmento finale, laddove la sgranatura è ormai avvenuta e resta, se mai, da provocare la separazione della granella dalla paglia. In questo modo, ci spiegano i tecnici di Case IH, si ha un’accelerazione del processo di trebbiatura (la parte finale scorre via più facilmente) e una minor aggressività sulla paglia e la granella stessa. Il serbatoio del cereale aumenta inoltre di capacità, per adeguarsi alla maggior potenzialità produttiva dovuta ai motori più potenti e alle barre più grandi. Ne deriva, tuttavia, un aumento di peso che deve essere in qualche modo compensato. Case IH ha scelto di farlo con i cingoli, a quattro rulli sospesi in maniera indipendente, che rappresentano un’altra interessante novità per la gamma. Occorre infine segnalare anche un ampliamento nella gamma delle testate: a breve Case IH avrà infatti anche una barra a tappeti costruita in casa.

Controllo remoto

Sia le mietitrebbie sia i trattori si potranno tenere d’occhio dall’ufficio attraverso il nuovo sistema Afs Connect 2.0, integrato e migliorato fino a consentire, nella versione più accessoriata, di controllare il mezzo come se si fosse in cabina. Qualche esempio: sarà sempre possibile sapere dove sono e cosa stanno facendo le macchine, ma anche stabilire una zona o un orario interdetti al funzionamento. Inoltre, l’operatore riceverà sul computer tutti i parametri di lavoro della macchina, dai consumi alla produttività oraria. Con le versioni più avanzate di Afs Connect potrà anche inviare sms in cabina e conoscere informazioni supplementari sulla produttività e i dettagli dell’impiego. Infine – ma a questo punto sembra quasi una funzione marginale – Afs connect svolge funzioni di antifurto, monitorando costantemente gli spostamenti e la posizione del mezzo.

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