Campagna, confermate le previsioni disastrose

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«Necessaria una strategia nazionale contro il crollo della produzione» così il presidente di Unasco Luigi Canino che lamenta il mancato avvio del Piano olivicolo nazionale

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Le condizioni climatiche delle ultime settimane hanno indotto ad anticipare il raccolto di olive lungo lo Stivale, in Sardegna e in Sicilia, confermando definitivamente gli esiti previsti per una campagna che si preannuncia come un annus horribilis, con un calo medio della produzione del 45% ma che in alcune aree del Paese raggiunge il 70%.

Molto preoccupato il presidente di Unasco, Luigi Canino: «Una certa alternanza tra annate più copiose e più scariche è fisiologica, ma le previsioni per la prossima campagna scontano gli effetti dell’inerzia del Governo nel promuovere un’azione di sistema per difendere quello che a tutti gli effetti è un patrimonio dell’Italia e del made in Italy. E a questo si aggiunge che il Piano olivicolo nazionale, varato dopo anni di attesa, è ancora senza i necessari decreti attuativi».

Unasco, il consorzio nazionale di produttori olivicoli, assieme a Cno, ha realizzato nei giorni scorsi un’accurato monitoraggio della situazione.

«Dobbiamo recuperare il tempo perso negli anni passati da parte delle Istituzioni per salvare il settore dalla catastrofe – prosegue il Presidente Unasco – attivando un sostegno ai produttori e promuovendo con iniziative di comunicazione la qualità dell’olio italiano che consenta di valorizzarne le caratteristiche sui mercato interno e sulla scena internazionale. Basterebbe che si ponesse verso l’olivicoltura la stessa attenzione dedicata al latte italiano».

Malgrado la produzione sia ben al di sotto del fabbisogno nazionale, infatti, il settore vive un vero paradosso: l’olio extravergine di oliva italiano è apprezzatissimo all’estero mentre all’interno dei confini nazionali sconta ancora una carenza di conoscenza da parte dei consumatori.

«Come Unasco e poi come filiera – conclude Canino – siamo stati pionieri nel portare la tracciabilità e la rintracciabilità dei prodotti alimentari rendendo riconoscibile ogni singola bottiglia. Un trend verso il quale si stanno orientando anche altri settori alimentari».