Bucce e torsoli di mela alimentano una caldaia Uniconfort in Moldavia

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Forse non è possibile estrarre il sangue da una rapa, ma creare energia
da bucce e dai torsoli di mela invece si! Nell’epoca in cui riciclare e non
buttare via nulla è vitale, offre il suo importante contributo l’ azienda
padovana, leader nel settore della valorizzazione energetica delle biomasse
solide e degli scarti che, grazie ad un impianto installato in Moldavia,
permette ad un’azienda alimentare di produrre energia termica dagli scarti di
lavorazione.

Torsoli di mele, noccioli di albicocche e pesche, bucce di ogni tipo,
semi e piccioli: tonnellate di materiali da smaltire ad alto prezzo ogni
giorno. Un problema per l’Orhei-Vit, una grande società in Moldavia che produce
succhi e concentrati di frutta, esportati in tutta Europa e nei Paesi dell’Est.
Un problema che si è trasformato in una risorsa dopo l’intervento dei tecnici
Uniconfort, una eccellenza veneta, in grado di progettare, costruire e
installare impianti che bruciano con la stessa efficienza combustibili standard
e scarti della lavorazione di industrie alimentari e del mondo agroforestale.
Un processo tecnicamente complesso, dal momento che si tratta di materiali
diversi, con umidità molto alta, che richiede una tecnologia all’avanguardia e
sofisticata. Ma possibile.

“Il cliente, aveva le idee ben chiare di cosa voleva e su quali risorse
poteva contare ed è arrivato a noi dopo aver cercato a livello europeo un
partner giusto. Lo abbiamo affiancato suggerendo le migliori soluzioni
tecniche. E’ in occasione di Interpoma 2014, vetrina della mela e della sua
lavorazione, a Fiera Bolzano fino al 22 Novembre, che vogliamo ricordare che lo
scarto da agricoltura per Uniconfort è una risorsa – spiega Davis Zinetti, AD
di Uniconfort – Un’occasione per lanciare anche in Italia un installazione
‘verde’, a emissioni zero di CO2, che permette forti risparmi
eliminando lo scarto e annullando la spesa per il conto energetico”.

La Orhei-Vit si trova nel distretto agricolo di Chisinau, dove la
coltivazione della frutta è il motore trainante dell’economica locale.
L’azienda abbisogna di grandi quantità di energia in quanto utilizza il vapore
in diversi stadi del processo produttivo: la cottura, la sterilizzazione, ecc.
I molti scarti di produzione venivano smaltiti in discarica a pagamento e in
parte utilizzati come ammendante per l’agricoltura. “Un contesto ideale per
l’applicazione di una tecnologia innovativa ed ecologica per la produzione di
vapore – continua Zinetti, AD di Uniconfort – in quanto alla forte richiesta di
energia si affianca la grande disponibilità di un combustibile ‘verde’ a costo
zero e a chilometri zero. Non solo. Il nostro impianto avrà una forte ricaduta
sull’economia locale. Infatti aumentando la domanda di questi materiali, viene
stimolato l’avvio di una filiera locale di produzione del combustibile,
attualmente inesistente ma con grandi potenzialità, visto la vocazione agroalimentare
del distretto di Chisinau”.

Uniconfort ha installato un impianto che produce vapore bruciando gli
scarti di produzione dimensionato in modo da non necessitare di carburante
acquistato all’esterno: una caldaia Global 400, alimentata con 2 tonnellate di scarti all’ora, che produce
600 ton/h di vapore a 10 bar. Il processo è ottimizzato in ogni sua fase: i
fumi di combustione, per esempio, vengono sfruttati per preessicare il
combustibile molto umido, e le ceneri risultanti vengono utilizzate subito come
ammendante nelle loro coltivazioni.

Uniconfort non è nuova a queste esperienze. Ha installato caldaie
alimentate con lo strame dei cavalli della scuderia reale di Londra e di una
delle scuderie più grandi degli Stati Uniti, nel Kentucky; in Irlanda scalda le
serre con la lettiera dei funghi, mentre in Italia non si contano le
installazioni in aziende agricole, vivaistiche e alimentari.

www.uniconfort.com/


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