Brevetti per invenzioni e privativa nei vegetali

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Assosementi assieme all’associazione europea dei sementieri (Esa) si schiera a sostegno della privativa vegetale a tutela degli investimenti a supporto della ricerca e dell’innovazione

L’articolo Brevetti per invenzioni e privativa nei vegetali è un contenuto originale di Agricommercio e Garden Center.

L’evoluzione delle tecnologie nell’ambito della selezione genica per la produzione di nuove varietà vegetali è tale che è sempre più difficile separare l’utilizzo di un processo biologico da un processo in cui è richiesto l’intervento tecnico umano. Diventa quindi difficile distinguere il limite fra le due fattispecie e di conseguenza le due possibilità di protezione

L’Ufficio italiano Brevetti e marchi (Uibm) ha recentemente organizzato un seminario sulla proprietà intellettuale proprio per chiarire e illustrare le possibili sovrapposizioni fra brevetti per invenzione e privativa varietale.

L’occasione ha consentito di fare il punto sull’argomento brevettazione delle varietà vegetali evidenziando le possibili interferenze che recenti decisioni dell’Ufficio comunitario Brevetti – Epo (nello specifico le decisioni relative ai casi Broccoli II e To-mato II) potrebbero determinare sul sistema della privativa vegetale normata dal Reg. 2100/94.

Francesco Mattina, responsabile del dipartimento legale del Cpvo, l’organismo comunitario deputato alla gestione delle privative vegetali, ha presentato l’attuale situazione e i futuri impegni che da ottobre vedranno riprendere il confronto fra lo stesso Cpvo e l’EPO con l’obiettivo di portare chiarezza su diversi ed importanti aspetti che al momento vedono i due impianti normativi su posizioni contrastanti. Assosementi ha partecipato all’evento portando il punto di vista del settore sementiero. Alberto Lipparini ha ribadito la posizione dei sementieri italiani ed europei (Esa) a sostegno della privativa vegetale in quanto ritenuto valido impianto normativo di tutela degli investimenti a supporto della ricerca e dell’innovazione capace di garantire il libero accesso alle innovazioni e quindi di tutelare l’attività dei costitutori grazie allo strumento della breeders exemption ed escludendo nel contempo la brevettabilità delle varietà vegetali.

 

L’articolo completo è pubblicato su AgriCommercio & Garden Center n. 6/2016

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