Botta e risposta: Aiuti ai pascoli magri, non è finita. Controricorso al consiglio di Stato

Shepherd with his sheep

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Aiuti ai pascoli magri, non è finita.  Controricorso al consiglio di Stato di Fabio Giuseppe Lucchesi

Ho letto sul numero 7/2015 di Terra è Vita, pag.28,  l’articolo di Giuseppe Fugaro (“Stop agli aiuti Pac per i pascoli fantasma”), in cui viene dato ampio risalto alla recente sentenza del Tar del Lazio che ha rigettato il ricorso proposto da alcuni allevatori per l’annullamento di una circolare dell’Agea emanata nel 2013, e reiterata nel 2014, che aveva inopinatamente escluso dal pagamento degli aiuti futuri numerosissimi agricoltori. Rimango io per primo stupito dal tono utilizzato dall’amico Fugaro nel riferire di contenuti della sentenza ma, al contempo, irritato nel leggere che la questione sarebbe, a suo dire, riferita a “pascoli fantasma” fittiziamente condotti da “società parimenti fantasma”. Conoscendo approfonditamente gli aspetti giuridici connessi alla questione, ma ancor prima, personalmente numerose delle aziende “fantasma” interessate dalla vicenda, ho ritenuto di accettare l’incarico conferitomi da numerosi imprenditori di proporre ricorso al Consiglio di Stato per l’annullamento della sentenza. In quella sede, ne sono certo, le ragioni dei soggetti interessati potranno trovare adeguato riconoscimento e pertanto, la questione può, a ragione, essere considerata oggi tutt’altro che chiusa. Devo comunque registrare come sia molto più di una semplice ironia aggettivare come “fantasma” i pascoli oggetto delle domande di aiuto legittimamente presentate da imprenditori in ossequio alle disposizioni impartite dall’Agea con precise circolari, dopo anni smentite, senza che, nel frattempo, fosse stata modificata la normativa comunitaria e nazionale in materia. È ben vero che, come riferito nell’articolo, il Tar del Lazio ha deluso le aspettative dei ricorrenti altresì considerando che i soggetti interessati hanno per anni presentato le rispettive domande di premio attenendosi esattamente alle prescrizioni impartite dall’Agea relativamente alle concrete modalità di presentazione delle stesse. In tal senso basti considerare che la facoltà di percepimento dei crediti da sussidio mediante “pascolamento di terzi”, fino all’inopinata pubblicazione della circolare impugnata, è stata espressamente riconosciuta dall’Agea quale precisa opzione da scegliere al momento della presentazione della domanda. Di quanto sopra è evidentemente ben consapevole la stessa Agea posto che dal momento del pronunciamento del giudice amministrativo e fino ad oggi non ha avanzato alcuna pretesa restitutoria rispetto a somme dalla stessa sistematicamente riconosciute agli agricoltori come spettanti e spontaneamente liquidate in favore di soggetti beneficiari. Ad ulteriore conferma che la vicenda è ben lungi dall’essere conclusa deve registrarsi la pressante voce che anima i corridoi dei palazzi romani che se la questione non dovesse avere un positivo epilogo giudiziario, che eviterebbe una inevitabile attività di recupero degli aiuti da parte di Agea e degli altri organismi pagatori, si renderebbe finanche necessaria l’adozione di un non meglio precisato provvedimento legislativo in sanatoria. In conclusione, quindi, voglio rassicurare l’amico Fugaro che la vicenda dei pascoli “fantasma” di cui all’articolo in parola, non può dirsi affatto conclusa con buona pace dell’attività editoriale dell’amico Fugaro che avrà ancora molto da scrivere su questo argomento. Vedi anche articolo “Ultimo decreto sulla Pac”

 Regole del gioco cambiate a metà  della partita di Giuseppe Fugaro

E’ evidente, innanzitutto, che questo scambio di corrispondenza che trova accoglienza e spazio su Terra e Vita ha come unico punto in comune la professionalità con la quale, l’avvocato e amico Lucchesi e il sottoscritto svolgono le rispettive professioni di avvocato e di giornalista pubblicista. E’ quindi più che giustificato e professionale, lo stupore e l’irritazione dell’avvocato Lucchesi per i termini e gli aggettivi utilizzati nell’articolo, per cui chiedo formalmente scusa per la terminologia che può aver offeso la suscettibilità di alcuni lettori, soprattutto dei clienti dell’avvocato stesso che si sono strettamente attenuti alle regole imposte dall’Agea fino al 2013 in seguito inopinatamente mutate o meglio sovvertite. Ma deve essere anche dato atto di altrettanta professionalità all’autore dell’articolo per aver agito nella massima buonafede professionale in quanto da giornalista pubblicista non ha fatto altro che riprendere parole e aggettivi utilizzati ampiamente dai media per commentare la sentenza. Devo comunque dare atto che la vicenda del ricorso al Tar e del prossimo controricorso al Consiglio di Stato, per l’annullamento delle circolari Agea sull’utilizzo dei “pascoli magri”, e delle relative problematiche, è lungi dal ritenersi conclusa e andrà avanti ancora per parecchio tempo al fine di definire le questioni di tutti coloro che hanno visto cambiare le regole del gioco a metà partita con danni rilevanti per i bilanci aziendali in caso di ostinazione dell’Agea a voler recuperare gli aiuti pagati fino a quando una nuova sentenza del Consiglio di Stato nel senso auspicato dagli allevatori patrocinati dall’avvocato Lucchesi non annulli definitivamente le disposizioni Agea contestate e che per ora il Tar Lazio ritiene valide.