Bombi pomacee. Come e quando

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È possibile anche l’impiego multiplo su diverse fioriture

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L’azione dei bombi sulle pomacee ha una particolare importanza per ottenere un’impollinazione naturale quando, per diverse ragioni, si prevedono difficoltà di carattere ambientale o fisiologiche della pianta: –   necessità di ricorrere all’impollinazione incrociata; –   andamento stagionale avverso; –   qualità del fiore poco gradita ai pronubi naturali. I bombi poi possono giocare un ruolo molto importante nello stabilizzare di anno in anno il livello di produzione, evitando i frequenti fenomeni di alternanza che talora si registrano sui frutteti. Nelle pomacee l’impollinazione naturale determina una corretta formazione del numero giusto di semi. Elemento fondamentale per diversi motivi:

  1. ogni seme in sviluppo stimola mediante un segnale (auxine) lo sviluppo del pericarpo e del ricettacolo;
  2. in fase di allegagione è necessario un numero minimo di semi perché il frutticino non abortisca (cascola post allegagione);
  3. il numero dei semi e la loro distribuzione influisce sulla dimensione e sulla forma dei frutti.

Discorso a parte è quello delle reti antigrandine: sempre più diffuse e spesso già stese sulla coltura al momento della fioritura, danneggiano notevolmente l’attività delle api che spesso rimangono “prigioniere” delle reti. Viceversa l’attività dei bombi non è condizionata da queste reti. Va poi considerato che le arnie di api che i produttori noleggiavano per il proprio frutteto all’epoca della fioritura sono sempre meno reperibili a causa dei problemi fitosanitari che hanno coinvolto l’allevamento delle api negli ultimi anni. Di conseguenza l’attenzione delle aziende si è spostata sulle arnie di bombi allevati di più semplice reperibilità e manipolazione. Inoltre il bombo, proprio per le sue caratteristiche biologiche, “lavora” in condizioni più difficili di quanto non sia in grado di fare l’ape.

Pero, molte buone ragioni

Il pero è spesso autosterile; ciò significa che il polline della medesima varietà è incapace di germinare e fecondare l’ovario, per cui è necessaria l’impollinazione incrociata. Inoltre il fiore è scarsamente attrattivo nei confronti delle api (nettare povero di zuccheri). Questo problema si riduce con l’impiego delle arnie artificiali di bombi già dotate di zuccheri al loro interno. Spesso poi le condizioni climatiche all’epoca di fioritura delle principali cultivar sono caratterizzate da abbassamenti di temperatura, vento e pioggia che riducono pesantemente l’attività delle api. Inoltre, dopo la diffusione sul pero del colpo di fuoco, vi è il timore che anche le arnie di api, nei loro spostamenti possano fungere da vettori di questa importante fitopatia. Viceversa, i bombi sono un prodotto commerciale che nasce in ambiente protetto e giunge direttamente in azienda senza possibilità di contaminazioni. Infine, il costo dei bombi può essere ammortizzato al meglio nelle aziende dove sono presenti pero e melo a fioritura in successione grazie alla possibilità di trasferire in maniera estremamente semplice i bombi dal pero al melo.

Melo, la fioritura corretta

Una mela perfettamente formata deve contenere almeno dieci semi. Una corretta impollinazione determina la formazione di tutti i semi; la mancanza di alcuni di essi dà origine a frutti malformati, con minore tenore zuccherino. Pur verificandosi qualche caso di autofecondazione le varietà sono fondamentalmente autoincompatibili e pertanto la fecondazione ha luogo solo per impollinazione incrociata. Fra gli agenti di impollinazione il vento ha scarsa influenza; solo gli insetti e in particolare gli apoidei possono assicurare una corretta impollinazione. Inoltre il fiore è scarsamente attrattivo nei confronti delle api (nettare povero di zuccheri). La fioritura del melo avviene, nelle principali aree di coltivazione in un periodo spesso contrassegnato da maltempo con brusche e repentine variazioni di temperatura. Questi fattori, mentre riducono pesantemente l’attività delle api, hanno una minore influenza sui bombi L’utilizzo delle arnie di bombi allevati per l’impollinazione del melo apporta notevoli benefici in particolare su Fuji, Pink Lady e Gala I bombi aumentano la percentuale di allegagione del primo fiore e quindi più facile il diradamento chimico, migliorano la pezzatura, intensificano il colore del frutto e anticipano la data di raccolta dei frutti. L’impiego dei bombi, soprattutto per Fuji e Pink lady, dà maggiori garanzie di produzione nell’annata corrente e di conseguenza diminuisce l’alternanza di produzione caratteristica di questa specie.

Installazione in campo

I bombi vanno posizionati in campo quando ci si trova in prossimità dell’epoca di fioritura (disponibilità del primo polline) così che siano attivi già sui primi fiori aperti; l’arnia funzionerà per tutta la durata della fioritura. La scatola va posta su di un supporto orizzontale a circa 50 cm. dal terreno. Le feritoie per l’uscita/rientro dei bombi vanno aperte dopo circa un’ora dal collocamento e con almeno due successive ore di piena luce disponibile. È possibile spostare le arnie all’interno dell’azienda da una zona all’altra e da una fioritura all’altra agendo semplicemente sugli sportellini di entrata/uscita; lasciando aperto il solo foro di rientro dopo 2-3 ore tutti i bombi saranno rientrati. L’impiego di arnie di bombi allevati in frutticoltura si sta sempre più diffondendo, per migliorare l’impollinazione e garantire una produzione costante e di alta qualità. La semplicità d’uso e trasporto ne ha favorito anche l’impiego multiplo su diverse fioriture. L’articolo completo è pubblicato su Terra e Vita n. 14/2015