Bombi e pomodoro, una combinazione vincente

foto-3-fiore-bottinato-591x400.jpg

Un fiore difficile da impollinare. Il ruolo fondamentale delle colonie allevate in una tecnica ormai consolidata in quasi tutte le zone orticole di Europa, Asia e Nord Africa

Leggi l’articolo originale Bombi e pomodoro, una combinazione vincente su Colture Protette.

Il fiore del pomodoro non produce nettare e anche se il polline viene prodotto in gran quantità non ha caratteristiche nutritive speciali per gli insetti impollinatori, né risulta facile estrarlo ed utilizzarlo a causa della forma del fiore. Posta questa necessaria premessa, per i produttori di pomodoro da mensa si prospettano due diverse strade da imboccare: 1 – ricorrere a frequenti ventilazioni per garantirsi l’allegagione dei nuovi fiori prodotti dal pomodoro; 2 – imboccare una via più naturale e meno impegnativa dal punto di vista della manodopera con il posizionamento nelle serre si arnie artificiali di bombi. I bombi, attaccandosi al fiore, sono in grado di produrre una specie di vibrazione (buzz pollination), che determina un’abbondante fuoriuscita di polline che in parte viene raccolto dall’insetto ed in parte va a realizzare l’impollinazione del fiore. I bombi sono insetti sociali appartenenti all’ordine entomologico degli Imenotteri presenti in natura in un elevato numero di specie dalle diverse caratteristiche biologiche. Bombus terrestris, delle oltre 300 specie presenti nel mondo, è stato oggetto in Europa di studi approfonditi per essere utilizzata su larga scala: efficienza di bottinamento ed attività intensa anche in condizioni difficili sono i fattori che ne contraddistinguono l’azione.

Le operaie

Le operaie di B. terrestris sono bottinatrici solitarie con molte risorse: ognuna svolge il lavoro ed acquisisce i meccanismi per ottimizzare la propria attività sul fiore da visitare. Il risultato di questa attività viene poi messo a disposizione della progenie, a cui viene portato il cibo raccolto. In molti casi, la quantità e la qualità di cibo disponibile determina il grado di sviluppo delle covate; in pratica i bombi sono in grado di autolimitarsi e di decidere quante larve allevare rispetto al cibo disponibile. Poiché le larve sono le principali consumatrici di polline, l’intensità dell’attività di bottinamento è legata indissolubilmente allo stadio di sviluppo della covata e dalle sue dimensioni più che al numero effettivo di operaie adulte. Attualmente l’uso si è consolidato in quasi tutte le zone orticole di Europa, Asia e Nord Africa, dove le colonie artificiali vengono allevate e commercializzate in comode arnie facili da trasportare e da movimentare. Nelle varie realtà aziendali presenti in Italia, il pomodoro viene coltivato con tecniche molto diverse ed inoltre le varietà stesse presentano un’elevata variabilità rispetto a caratteristiche fondamentali quali: attitudine a produrre polline, preferenze per umidità relativa e temperatura. I cicli di coltivazione possono essere molto vari, infatti al tradizionale ciclo breve primaverile-estivo se ne sono affiancati altri con durata ed epoca differente ed anche lo sviluppo della coltivazione fuori suolo a ciclo lungo da gennaio a novembre ha aperto nuove prospettive. L’allungamento dei cicli rende più favorevole, se non indispensabile, l’impiego dei bombi; nelle serre calde del Nord Italia le prime arnie di bombi per l’annata produttiva in corso sono state posizionate il 30 dicembre 2014. L’attività dei bombi si svolge all’interno e nell’interesse dell’organizzazione sociale del nido; il produttore deve sempre tenere conto che i diversi fattori che incidono sulla qualità della vita all’interno del nido si ripercuotono senza alcun dubbio sull’attività esterna. La temperatura e l’umidità possono essere regolate dai bombi all’interno dell’arnia, ma questo richiede tempo ed impegno: se le operaie sono impegnate a “ventilare” per abbassare il tasso di umidità all’interno del nido o al contrario a produrre calore per innalzare la temperatura non possono uscire alla ricerca del cibo trascurando di fatto l’attività di bottinamento.

Il polline

L’elemento fondamentale a cui fare riferimento è la presenza di polline che rappresenta la fonte proteica indispensabile per l’alimentazione delle larve dei bombi presenti all’interno dell’arnia. L’ambiente colturale deve mettere le piante nelle condizioni ottimali di sviluppo perché così esse produrranno polline fresco in gran quantità, ricordando sempre che il parametro fondamentale è la temperatura. Se il polline è “buono” il bombo si alimenta e sviluppa la progenie, mentre il pomodoro produce bacche all’altezza delle sue potenzialità. Ecco allora che entrano in gioco anche la cubatura e la superficie della serra. Infatti questi due elementi costruttivi influenzano l’andamento delle variabili climatiche che sono in grado, a parità di altre condizioni, di influenzare la produzione di polline. Ad esempio, una serra di pomodoro ciliegino di 500 mq in condizioni ottimali può garantire una quantità di polline paragonabile a quella prodotta da una superficie doppia di altre varietà e sufficiente ai fabbisogni di un’arnia senza incorrere in problemi di stress della colonia. Nella pratica comune, una superficie di 1000 mq di serra viene indicata come unità tipo su cui porre un’arnia senza problemi di efficienza e durata della colonia, purchè le condizioni dovute al clima esterno o indotte dalla climatizzazione artificiale, garantiscano polline a sufficienza. Il fiore di pomodoro ha caratteristiche tali da risultare non particolarmente gradito ai pronubi ed anche il bombo, se messo nelle condizioni di scegliere, può deviare la sua attenzione su fioriture di altre essenze. Ne consegue che l’uso di reti diviene fondamentale per ottimizzare il lavoro dell’arnia sulla coltura, limitando possibili distrazioni. E’ di fondamentale importanza collocare in maniera ottimale l’arnia, evitando di sottoporla a condizioni estreme per un’eccessiva esposizione al sole o per una mancanza di ventilazione; deve essere posizionata a circa 50 cm dal terreno e in una posizione che assicura il giusto ombreggiamento e i cambiamenti climatici meno bruschi.

Attività da rispettare

I bombi svolgono la loro attività al meglio se inserita in un contesto colturale volto a rispettare e valorizzare adeguatamente la loro attività. Occorre perciò organizzare la gestione fitoiatrica del pomodoro avendo sempre in considerazione che ogni trattamento può avere, direttamente od indirettamente, delle ripercussioni su tutti gli organismi viventi presenti bombi inclusi. Molti agenti chimici non hanno un’effetto tossico diretto, ma possono determinare fenomeni indiretti quali disorientamento degli adulti o intossicazione della covata determinata dal polline contaminato. In entrambi i casi il danno è grave e può giungere fino alla completa compromissione del nido ed alla cessazione di ogni attività. La scelta delle tecniche da applicare deve perciò andare nella direzione del massimo rispetto con la preferenza delle tecniche di difesa biologiche. I bombi, quindi, sono una realtà consolidata nel complesso delle tecniche di produzione del pomodoro in coltura protetta grazie agli indubbi vantaggi che offre. Perciò, oltre ad essere definibili semplicemente come “imenotteri sociali dalla grande efficienza come bottinatori”, sono oramai da considerare un indispensabile mezzo tecnico a disposizione degli agricoltori. L’impiego dei bombi ha assunto un’importanza assoluta per l’impollinazione sia come alternativa alle api che come strumento quasi insostituibile per il pomodoro. Tuttavia, come spesso succede quando una tecnica si diffonde capillarmente, si tende ad utilizzare questi insetti in maniera automatica dimenticandosi di avere a che fare con organismi viventi che devono essere manipolati con delicatezza per garantire loro una condizione ottimale per ottenere i migliori risultati.