BioPower, biogas made in Italy

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Soddisfatto il fabbisogno elettrico di circa mille famiglie

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È stato inaugurato a Mignagola di Carbonera, in provincia di Treviso, un nuovo impianto biogas made in Italy progettato e realizzato da Ies Biogas. L’impianto è in grado di immettere nella rete elettrica nazionale fino a 295 kW/ora e soddisfare il fabbisogno elettrico di circa 1000 famiglie, senza sprechi, senza odori, a tutto vantaggio dell’ambiente e della collettività. Contestualmente sono prodotti energia termica per il teleriscaldamento e fertilizzante naturale di qualità. Così il ciclo si perpetua nel tempo, con un elevato livello di efficienza. L’impianto occupa una superficie di 13mila mq.

Proprietaria è la Società agricola consortile BioPower, nata nel 2013 allo scopo di realizzare l’impianto a biogas, e costituita da 7 imprese agricole di cui 5 soci conferitori sono allevatori di vacche da latte e 2 sono aziende vinicole e produttrici di cereali.

Il consorzio BioPower ha deciso di intraprendere con convinzione la via dell’energia rinnovabile e pulita. Dopo attenti studi agronomici e una valutazione delle tecnologie disponibili per la produzione di energia ha ritenuto come sistema più idoneo nell’ambito agricolo la costruzione di un impianto per la produzione di energia da biogas.

Questo, dal punto di vista ambientale, costituisce un ciclo a emissioni zero di anidride CO2. Permette inoltre di migliorare notevolmente le caratteristiche agronomiche dei terreni limitrofi grazie allo spandimento di digestato (ammendate naturale) prodotto dall’impianto stesso e consente una produzione energetica di efficienza superiore all’80% considerando sia energia elettrica che energia termica.

«L’impianto a biogas – racconta Daniele Perissinotto, che con i suoi tre fratelli rappresentano il 95% del consorzio – funziona per circa l’85-90% utilizzando i liquami e letami animali e per il restante 15% con insilato di mais». «L’impianto – prosegue Perissinotto – è funzionante da fine 2015 e ora funziona a pieno regime. Ad oggi abbiamo già risparmiato tutto il concime chimico di copertura sui raccolti e sui vigneti. Puntiamo nell’arco dei prossimi 2 anni ad utilizzare per l’80% solo concime biologico e contiamo di tornare sull’investimento fatto nell’arco di circa dieci anni con il risparmio dell’energia elettrica».

Il biogas è una delle fonti alternative per la produzione di energia rinnovabile, è il prodotto della degradazione microbica delle sostanze organiche in assenza di ossigeno.

È una miscela di gas, composta principalmente da metano (CH4) e CO2. Liquami e letami, provenienti dalle stalle limitrofe, insieme a mais ceroso, vengono inseriti giornalmente all’interno del fermentatore dove permangono per circa 50 giorni per poi passare nella vasca di stoccaggio. Il processo avviene ad una temperatura di 38-42°C (mesofilia).

La tecnologia a “mono stadio” permette di avere un processo di fermentazione sicuro e garantisce tempi di ritenzione adeguati.

La rimozione dell’H2S avviene per iniezione di piccolissime quantità di ossigeno. Il biogas prodotto viene convogliato al cogeneratore che produce energia elettrica e termica.

 

I vantaggi per l’agricoltore

La prima viene ceduta alla rete elettrica nazionale, mentre il calore viene utilizzato in parte per il processo di fermentazione e in parte può essere impiegato per una piccola rete di teleriscaldamento. Alla fine del processo di fermentazione si ottiene il digestato, un liquido, completamente inodore, ad altissimo valore agronomico, che può essere distribuito come ammendante o venduto.

Ies Biogas è arrivata a realizzare con quello di Mignagola di Carbonera il 200mo sistema biogas in Italia. «Il biogas – evidenzia Marco Mazzero titolare dell’azienda di Pordenone – ha offerto all’agricoltore di realizzare per la prima volta un cash flow costante e sicuro consentendogli di gestire meglio l’azienda agricola. Spinto dalla necessità di efficientare l’impianto e ridurre i costi di alimentazione, l’imprenditore agricolo ha imparato a ottimizzare la gestione dei terreni, la semina, a concimare in un determinato modo e puntualmente anche grazie all’utilizzo del digestato ottenuto dal biogas».

«L’impianto di Mignagola – sottolinea Mazzero – è caratteristico per due motivi: il primo perché è stato fatto non da un privato ma da un consorzio e sappiamo che non è sempre facile mettere insieme le idee e le esigenze di tanti, il secondo perché è un impianto che gode di un sistema di incentivazione nuovo con una tariffa più bassa che rende interessante l’investimento se l’impianto è già concepito come virtuoso ed efficiente. Abbiamo realizzato questo impianto a biogas perfettamente dimensionato secondo le loro disponibilità aziendali. Obiettivo di Ies Biogas, infatti, è da sempre quello di creare un impianto che risponda pienamente alle esigenze del mercato sotto il profilo costruttivo e della sicurezza, ma anche della gestione e dell’automazione. Progetti, opere civili, piping, impianto elettrico e idraulico, software, assistenza tecnica e biologica sono sviluppati in Italia».

«Siamo anche specializzati nella realizzazione di “Piattaforme di raccolta dei rifiuti” per trattare non solo la frazione organica e poter produrre energia elettrica e biometano ma anche il “rifiuto indifferenziato”. In questo settore abbiamo investito molto nella tecnologia e presto usciremo nel mercato con un digestore “a secco” innovativo e sempre, nello spirito che accompagna Ies al 100% made in Italy».

 

Il service “biogas24”

Ies Biogas è nata nel 2008 da un’idea di Marco Mazzero e Marzio Ottone imponendosi nel settore, sorpassando nel 2012 i 100 milioni di fatturato. Il mercato dell’energia nel tempo si è modificato così come le tariffe «Abbiamo deciso– sottolinea Marco Mazzero – di diversificare nel tempo la nostra attività, costruendo un service chiamato “Biogas 24” altamente efficiente che va a fare assistenza agli impianti da noi costruiti ma non solo. Oggi infatti interveniamo su 240 impianti». Ies Biogas è presente anche all’estero in Est Europa, precisamente Romania, Polonia e Ungheria, in Sud America, Nord Africa e Stati Uniti. «Un altro settore che stiamo affrontando è quello del biometano. Si tratta di biogas depurato attraverso un sistema di up grading dove il biogas che ha metano tra 50-60% viene portato attraverso questo processo di “filtrazione” al 99%. Siamo anche specializzati nella realizzazione di “Piattaforme di raccolta dei rifiuti” per trattare non solo la frazione organica (Forsu) e poter produrre energia elettrica e biometano ma anche il “rifiuto indifferenziato”. In questo settore abbiamo investito molto nella tecnologia e presto usciremo nel mercato con un digestore “a secco” innovativo e sempre 100% made in Italy.