Biogas, più effluenti e meno colture dedicate

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L’indagine regionale di Veneto Agricoltura sugli impianti in esercizio

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Nell’ambito dello Sportello di orientamento per le bioenergie Veneto Agricoltura ha realizzato un’indagine conoscitiva degli impianti a biogas da digestione anaerobica della regione Veneto. Il censimento fotografa la situazione del settore alla prima metà del 2016 e comprende sia gli impianti in esercizio che quelli autorizzati ma non ancora operativi. Sono stati considerati gli impianti di tipo sia agricolo che industriale. I primi sono impianti realizzati da imprenditori agricoli, singoli o associati, in connessione all’attività agricola prevalente. I secondi sono quelli a servizio di aziende del settore dell’agro-industria, di macellazione, di municipalizzate, in connessione con impianti di recupero e trattamento Forsu o dei fanghi di supero dei depuratori di reflui urbani.

Sono invece esclusi dal censimento gli impianti a biogas da discarica: si tratta, infatti, di una tipologia di impianti a biogas diversa, in cui il biogas non è prodotto da un impianto di digestione anaerobica ma deriva dalla fermentazione dei materiali stoccati nelle discariche, recuperato e impiegato in unità di cogenerazione per la produzione di energia.

 

Il quadro nazionale

Secondo quanto riportato dal Gse (Gestore dei servizi energetici) aggiornato al 30 giugno 2015, in Italia sono stati autorizzati 1.647 impianti per una potenza elettrica installata di circa 1.109 MW. Tra le regioni con il maggior numero di impianti al primo posto c’è la Lombardia, segue il Veneto e al terzo posto

1Collaboratore Veneto Agricoltura, Settore Bioenergie e Cambiamento Climatico,
2Etifor srl,
3Regione Veneto, Sezione Agroambiente;
4Veneto Agricoltura, Settore Bioenergie e Cambiamento Climatico.

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